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Blitz antimafia al Borgo Vecchio. Ricostruite estorsioni, sparatorie e rapine VIDEO

Le indagini hanno di permesso la ricostruire le gerarchie della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio

Un’operazione antimafia a Palermo stamattina è stata eseguita dai carabinieri su delega della Procura distrettuale.  Ad essere messi in manette sono state messe 17 persone ritenute a vario titolo responsabili di associazione mafiosa, estorsione, tentato omicidio, rapina, illecita detenzione di armi e munizioni e fittizia intestazione di beni. Le indagini hanno di permesso la ricostruire le gerarchie della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, gli assetti e le dinamiche attraverso le numerose attività di intercettazioni audio/video ed il contributo di due collaboratori di giustizia, ex esponenti apicali del predetto sodalizio criminoso.

Nel 2015, certi di essere arrestati a causa della collaborazione con la giustizia di Chiarello Francesco, i fratelli Tantillo Domenico e Giuseppe, allora reggenti della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, prendevano le dovute precauzioni ottenendo il consenso dai vertici del mandamento mafioso di Porta Nuova affinché il loro successore fosse già individuato in Ganci Elio, scarcerato nel novembre dl 2015 dopo aver scontato una condanna per associazione mafiosa ed estorsione. Ganci si avvaleva di BonannoFabio, D’Amico Salvatore, MiceliLuigi e Canfarotta Domenico, delegati a curare, mediante l’ausilio degli altri arrestati, il sostentamento economico ai familiari dei detenuti, le attività estorsive ed il controllo della piazza di spaccio nel territorio di competenza mafiosa: tutte attività necessarie a trarre illeciti profitti e ad avere il capillare controllo del territorio.

In particolare è emerso che le richieste di pizzo sono ancora la principale forma di sostentamento della mafia. Attraverso il ritrovamento di un libro mastro delle estorsioni sono state ricostruiti  14 casi di richieste di pizzo nei confronti di imprenditori e di commercianti della zona, costretti al versamento a cosa nostra di somme di denaro per evitare ritorsioni che, in qualche circostanza, sono avvenute e sono state puntualmente documentate. In tale contesto, alcuni imprenditori e commercianti sono stati ascoltati dagli investigatori e hanno confermato le imposizioni di cosa nostra.

Nel blitz antimafia sono state sequestrate anche diverse attività commerciali riconducibili a cosa nostra, intestate a prestanome ed avviate, in diversi punti della città, mediante il riciclaggio di proventi illeciti. Inoltre è stato possibile ricostruire le fasi e i responsabili di una una sparatoria avvenuta la sera del 4 marzo 2015, nella piazza centrale del quartiere di Borgo Vecchio, tra i Tantillo ed i componenti della famiglia di Russo Francesco che, dal 2006 al 2008, era il reggente del contesto mafioso locale e intendeva, di fatto, riprenderne le redini.

Infine sono stati individuati gli autori di una rapina avvenuta, la sera del 26 giugno 2011, all’interno di un’abitazione del quartiere Borgo Vecchio, in cui una vittima veniva ferita mediante l’esplosione di colpi d’arma da fuoco: la commissione di quel reato non era stata autorizzata e, quindi, i responsabili erano stati poi aggrediti fisicamente dagli esponenti del mandamento mafioso di Porta Nuova e dagli stessi vertici della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

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