Pioppo (Monreale), 2 novembre 2017 – Sono appena le 8,00 del mattino e nell’ufficio postale di Pioppo in fila ci sono ben 50 utenti. Ma la cosa strana non è questa, oggi è giorno di pensione e i pensionati puntuali come un orologio svizzero vengono a percepirla. Ad essere meno puntuale ed efficiente è il servizio messo a disposizione da Poste Italiane. Un solo impiegato per due sportelli. E l’altro addetto dov’è? Non c’è, l’azienda ha deciso che a Pioppo basta una sola unità.
“Sono venuto a mezzanotte a prendere il turno ed ero già terzo”, dice un anziano in fila a Pioppo. “Io sono arrivato alle 8 e sono quarantesimo”, racconta un altro. Un turno fatto su un foglio che gira da persona a persona già dalle prime ore della notte. Dov’è la qualità del servizio al cliente? Si assiste a uffici postali che sono ridotti praticamente all’osso. Carenza del personale e mancata risposta alle richieste degli utenti.
Montano così le lamentele dei residenti della frazione che a causa dei disagi e dei disservizi spesso sono costretti a pagarne le conseguenze. Due fronti aperti, da una parte lunghe code allo sportello insufficiente a garantire i servizi ad un utenza che abbraccia non solo Pioppo ma anche le zone vicine come Giacalone, Pezzingoli e spesso anche Monreale. Dall’altra c’è l’impossibilità ad accedere ad un servizio snello e veloce. L’assenza della turnazione automatica (come nel resto d’Italia) non permette la priorità ai servizi urgenti, alla faccia della posta prioritaria proposta dall’azienda italiana. “L’impiegato cerca di accontentarci ma da solo spesso non ci riesce”, dicono i tanti utenti in coda. “Gli atti giudiziari, per evitare le lunghe attese, li consegna il direttore”.
L’ufficio della frazione svolge circa 250 operazioni al giorno e i giorni più critici sono quelli del pagamento delle pensioni che incrociandosi con quelli delle scadenze delle tasse generano il caos nella sede. Basterebbe che almeno nei primi cinque giorni del mese venisse assegnata una persona in più. Probabilmente anche la sede di Pioppo piange i tagli del personale, decimato dai tantissimi pre-pensionamenti e non reintegrato.