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Monreale. Ottavio Navarra presenta la sua candidatura all’ARS nella lista “Cento Passi per la Sicilia” al fianco di Claudio Fava

Navarra “Vogliamo fare crescere una classe dirigente nuova per rilanciare la bellezza della politica". Gambino: "Una storia culturale e politica chiara"

Monreale, 25 ottobre 2017 – E’ stata presentata come una candidatura proveniente dal basso, dalla società civile, frutto di uno stato di sofferenza. Ottavio Navarra, editore palermitano, correrà per un posto di deputato all’Assemblea Regionale Siciliana il 5 novembre al fianco di Claudio Fava nella lista “Cento Passi per la Sicilia”.

Ieri pomeriggio a Monreale, nei locali del Collegio di Maria, ad illustrare la figura di Ottavio Navarra nel suo ritorno alla politica attiva, è stato Roberto Gambino che, oramai da osservatore esterno della politica monrealese, dopo un passato di militanza nel PD e dopo avere ricoperto il ruolo di vicesindaco del comune di Monreale, ha spiegato come la candidatura di Navarra sia frutto dell’esigenza di avere una rappresentanza politica che emerga dal basso, sulla scia dell’insegnamento di Danilo Dolci. Che si faccia portatrice cioè delle esigenze di associazioni, comitati civici, cittadini che chiedono partecipazione, ascolto, consultazione. “Ottavio Navarra ha una storia culturale e politica chiara. Una persona libera, che non vive di politica, proveniente dalla sinistra giovanile, che è stato Parlamentare nazionale, eletto (e non nominato) alla Camera dei Deputati all’età di 28 anni, successivamente Deputato regionale, per poi prendere le distanze da un modo di fare politica a lui non più congeniale.

Ottavio è una persona dotata di autonomia intellettuale e di indipendenza politica, che può divenire un importante punto di riferimento per tutta la Sicilia, e che non si farà portatore di interessi particolaristici ma collettivi.

Siamo qui ad affermare ancora oggi un’idea di quella politica di cui ci siamo innamorati tanti anni fa. E dobbiamo essere ancora capaci di fare innamorare della politica. Non è concepibile che oggi l’unica alternativa sia costituita da un movimento che ha come base una SRL. E la responsabilità è della deriva della sinistra, che ha scimmiottato i modelli della destra berlusconiana”.

“La cosa che mi sta entusiasmando – ha spiegato Navarra, designato Vicepresidente della regione -, ma che allo stesso tempo mi lascia molta amarezza, è il senso di solitudine che si respira tra i compagni nella provincia di Palermo. Un gruppo di persone che vuole ritrovare il gusto della politica ma che è abbandonata a se stessa, senza punti di riferimento sul territorio.

Osservo tanti vecchi problemi mai risolti, territori devastati, per le strade si percepisce ancora ovunque la presenza mafiosa. 

A livello regionale assistiamo ad una crisi che coinvolge tutti i settori. Guardiamo l’amministrazione, i forestali, gli edili, la sanità, la didattica, con il taglio dei fondi regionali alle scuole, dove presidi e insegnanti si tassano per comprare carta igienica e prodotti per la pulizia. E’ tutto un disastro, per leggi applicate male, per risorse sprecate, per decisioni non prese. Le cose non accadono a caso, hanno nomi e cognomi”.

Per Navarra la risposta non può stare nei partiti che finora hanno governato.

“Vogliamo fare crescere una classe dirigente nuova. I partiti di centro sinistra sono insufficienti a dare una risposta. La risposta è l’astensionismo, un dato drammatico, che è una ferita alla democrazia.

Il 4 dicembre, il no al referendum è stato un campanello d’allarme enorme. Un segnale forte. Le elezioni ci presenteranno delle sorprese.

Se la nostra idea iniziale era di fare una battaglia per rispondere ad una richiesta di diritto di tribuna, per permettere alla sinistra di avere una rappresentanza parlamentare, adesso vediamo un consenso crescere. Immagino un gruppo parlamentare che entri nel merito delle questioni e affronti le questioni dei territori”. 

Ma quali sono le battaglie che una forza di sinistra è chiamata ad affrontare? 

“Il contrasto alla povertà assoluta in Sicilia, che coinvolge centinaia di famiglie.

Sulla vita degli studenti assistiamo a diritti negati e a premi per chi li ha calpestati. Denunciamo il baronato universitario, l’università classista, vogliamo il diritto al merito vero. La regione non si è fatta carico di una legge organica di diritto allo studio, contro chi questo diritto l’ha massacrato.

Sulle infrastrutture si sono alimentati potentati economici organizzati in maniera oligarchica. A beneficio del trasporto su gomma, dove i monopolisti fanno pagare tariffe elevatissime. E non si vuole invece puntare sul collegamento marittimo tra le metropolitane del mare. Palermo, Catania, Cefalù, San Vito Lo Capo, potrebbero essere collegati da aliscafi, veloci, ecologici, economici.

Le biblioteche siciliane costituiscono un grande patrimonio, ma concepito come un luogo morto, mentre altrove, in Italia, diventano centri per iniziative cittadine, laboratori per bambini, luoghi vivi.

A volte basta osservare le buone pratiche presenti intorno a noi, non necessita inventarle, ma applicarle. 

Ed ancora riduzione dei ticket sanitari, protezione dell’ambiente, antimafia sociale e culturale capace di innestare anticorpi nel sistema.

Bisogna ricominciare dai problemi delle persone, altrimenti la politica si traduce in una scatola vuota che non interessa nessuno.

Con tanti ragazzi e ragazze facciamo questa battaglia, dalla mattina alla sera. C’è una sfida possibile: ricostruire un campo d’azione.

Per me l’alternativa era di rimanere indifferente a tutto questo, continuando la mia attività di editore e organizzatore di eventi culturali, o di metterci la faccia”. 

“L’indifferenza è il peso morto della storia”, conclude Navarra, ricordando una frase di Antonio Gramsci.

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