Borgetto, 23 ottobre 2017 – Secondo i pubblici ministeri di Palermo, avrebbe gonfiato le note spese per le trasferte che lo portavano spesso a Roma. Finisce ai domiciliari Alessandro Rumore, 47 anni, appuntato dei carabinieri, in servizio a Borgetto, nel Palermitano. Rumore è accusato di falso e truffa. Ammonterebbero a 50 mila euro i rimborsi per una cinquantina di missioni “fantasma”.
Ad arrestarlo sono stati i suoi stessi colleghi del Gruppo di Monreale. Rumore, infatti, è un personaggio molto noto nell’Arma dei carabinieri. Da anni è delegato siciliano al Cocer, il “Consiglio Centrale di Rappresentanza” del personale militare. Una sorta di sindacato delle divise. Rumore è sempre stato fra i più battaglieri, sempre pronto a dure prese di posizione in difesa dei diritti dei colleghi in tema di retribuzioni, straordinari e indennità.
Da alcune ore Rumore si trova agli arresti domiciliari, accusato di avere sfruttato il suo incarico a fini personali. Avrebbe falsificato i fogli di viaggio per farsi rimborsare decine di miglia di euro. Le indagini del pm Giacomo Brandini sono casualmente mentre erano in corso accertamenti su alcuni rapinatori. Ci si è imbattuti nel sindacalista che, così hanno sostenuto al comando generale, si faceva vedere col contagocce per gli incontri de Cocer nella Capitale. L’ordinanza di custodia cautelare è firmata dal giudice per le indagini preliminari Wilma Mazzara.
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