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Monreale, che disastro la Villa comunale. Lo Biondo: «Dov’è l’amministrazione?»

Lo spazio verde monrealese nel degrado, incuria e abbandono. Massimiliano Lo Biondo: «L'amministrazione, quella del cambio di logica, dov'è finita?»

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Monreale, 20 settembre 2017 – La villa comunale di Monreale si trova in un ormai costante stato di incuria. Quello che rappresenta una tappa fissa per i numerosi visitatori della città normanna, l’unico spazio verde in cui possono giocare il libertà i bambini monrealesi, dovrebbe essere uno spazio curato, pulito e ordinato. In realtà è l’esatto opposto. A evidenziare lo stato di degrado della villa comunale è Massimiliano Lo Biondo (PD) attraverso una nota inviata a Filodiretto.

«La villa e l’antivilla comunale si trovano in perenne stato di abbandono e degrado – afferma il componente dell’assemblea provinciale del PD – Oltre all’ormai noto cedimento del muro che si affaccia sulla Conca d’oro vi sono rami potati e lasciati per terra, pozzetti scoperti, vetri rotti e porte improvvisate con pedane di legno, un busto di marmo di un illustre monrealese rimosso e conservato chissà dove, grondaie scardinate e rimosse con danni alle caditoie,  caditoie orizzontali rotte e coperte con dei tavoloni per il passaggio dei mezzi».

Lo stato del polmone verde monrealese non rappresenta di certo un bel biglietto da visita per il turista che visita la città fresca di riconoscimento Unesco.

«In antivilla – dichiara Lo Biondo – volgendo lo sguardo verso la piazza, è possibile notare ben 3 grondaie scardinate dal muro e dalla caditoia di raccolta, a sua volta deformata. Lavori mai terminati o un furto? In brutta vista, dei tavoloni a coprire, in parte, le caditoie distrutte, probabilmente a causa del peso delle auto. Sempre in antivilla sono presenti un muro con evidenti segni di lesioni, il vetro della porta d’accesso agli uffici comunali è interamente lesionata».

All’interno della villa i rami degli alberi potati sono stati abbandonati ed è possibile ammirare una pedana di legno, in sostituzione di quella che era una porta a vetri.

«Il busto di marmo che raffigura l’illustre monrealese Leto è scomparso nel nulla – continua Massimiliano Lo Biondo – questo, a fare da cornice, si aggiungono i pozzetti privi di copertura, col rischio che qualcuno possa inciampare, poi i resti di un campo di bocce, con le tavole e i resti di un tappeto verde sintetico, inchiodati al muro perimetrale del chiostro. Chi sorveglia? Chi si occupa della manutenzione? Dov’è finita l’amministrazione, quella del cambio di logica, dov’è? Magari in giro a chiedere i voti per le regionali?».

 

 

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