Ricorso Lea Giangrande contro comune di Monreale. In ballo un risarcimento di € 647.992,52

La Giangrande cercherà di ribaltare la sentenza del TAR di gennaio che dava ragione al comune

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Monreale, 7 agosto 2017 – Il comune di Monreale si costituirà in giudizio nel ricorso davanti al C.G.A. promosso da Lea Giangrande, moglie di Toti Gullo, ex sindaco e capogruppo di Alternativa Civica in consiglio comunale. La Giangrande, rappresentata dall’avvocato Massimo Frontoni del foro di Roma, cercherà di ottenere la riforma o l’annullamento della Sentenza del TAR di Palermo emessa il 10 gennaio scorso. Con questa sentenza, pubblicata il 7 febbraio, il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia aveva respinto il ricorso presentato da Lea Giangrande contro il comune di Monreale, rappresentato dall’avv. Andrea Terranova.

La questione risale a diversi anni addietro.

La Giangrande aveva presentato azione legale contro il comune nel 2013, sostenendo di avere subito un danno, e richiedendo un risarcimento di € 647.992,52, quando nel 2010 il comune aveva negato alla Giangrande il rilascio di una concessione edilizia per lavori di ristrutturazione, ampliamento e cambio di destinazione d’uso di alcuni fabbricati siti nel Comune di Monreale, in contrada Scarda Rubinotto, da destinare ad attività agrituristica.

ll Comune aveva espresso parere contrario all’intervento edilizio, sostenendo che la norma esclude l’edificabilità nelle zone boschive. Il parere però era stato impugnato dinanzi al TAR Sicilia. Nel 2013 il Tribunale Amministrativo aveva accolto il ricorso, dando ragione ai legali della Giangrande, che avevano sostenuto come, essendo il bosco di Casaboli tra quelli “artificialmente rimboschiti”, in base alla disciplina regionale, l’edificabilità era ammessa, pur secondo precisi parametri. L’accoglimento del ricorso, avvenuto nel 2013, aveva di conseguenza comportato l’annullamento del provvedimento del comune che, a luglio dello stesso anno, aveva di conseguenza rilasciato la concessione edilizia richiesta.

A questo punto la Giangrande, per mezzo dei suoi legali, aveva proceduto a chiedere il risarcimento del danno subito, stante l’acclarata illegittimità del provvedimento di diniego stabilito dalla sentenza del TAR.

Un danno quantificato in € 647.992,52 riconducibile, secondo i legali, essenzialmente nella perdita di chance relativa alla possibilità di finanziamento a fondo perduto per la realizzazione dell’investimento da parte del PSR e del FERS 2007/2013, oltre alla perdita di utile per il mancato avvio dell’attività agrituristica.

La difesa del comune di Monreale (sindaco Filippo Di Matteo) chiamato in giudizio, era stata assegnata all’avvocato Andrea Terranova, le cui tesi erano state accolte dal TAR.

Secondo il Collegio giudicante, presieduto dal dott. Cosimo Di Paola, non sussiste l’elemento soggettivo della colpa del comune. Nella sentenza, pubblicata il 7 febbraio 2017, il Tribunale ha rigettato il ricorso della Giangrande sostenendo che l’illegittimità di un atto amministrativo, accertata dal giudice amministrativo, non implica responsabilità soggettiva in capo alla pubblica amministrazione che lo ha adottato, se non vi è l’elemento soggettivo del dolo o della colpa.

In pratica, secondo il Collegio, al comune di Monreale non poteva essere ascritta alcuna condotta colposa, poiché aveva applicato una norma mai posta prima in discussione, e la cui vigenza era stata riconosciuta dallo stesso TAR, in sede cautelare. Norma che il TAR stesso aveva successivamente rivisto, ma a quel punto il comune aveva provveduto ad attenervisi, rilasciando immediatamente alla Giangrande la concessione edilizia.

Con queste motivazioni il Tribunale aveva rigettato il ricorso, ritenuto infondato. Nel maggio scorso la Giangrande ha presentato ricorso alla sentenza del TAR davanti alla CGA.

 

La difesa del comune è stata affidata all’avv. Claudio Trovato che, tra i cinque professionisti invitati a partecipare, tra quelli inseriti nell’albo professionale degli avvocati di fiducia dell’amministrazione comunale, ha presentato la migliore offerta (2.000€), in termini di ribasso, sulla parcella professionale.

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