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150^ anniversario della morte di Mons. Benedetto D’Acquisto, Arcivescovo di Monreale

Appena entrato nell'arcidiocesi dovette confrontarsi con un periodo turbolento caratterizzato dalla rivolta di Monreale del 4 aprile 1860

Monreale, 7 agosto 2017 – Benedetto D’Acquisto, al secolo Raffaele (Monreale, 1º febbraio 1790 – Palermo, 7 agosto 1867), è stato un arcivescovo cattolico, teologo e filosofo italiano. Fu uno dei principali esponenti della storia del pensiero filosofico in Sicilia nell’800, fautore di quella linea ontologista che vide, allora, moltissimi seguaci in Sicilia e che mise in collegamento la riflessione filosofica siciliana con quella presente nel resto d’Italia. 
Benedetto D’Acquisto fu nominato arcivescovodi Monreale il 23 dicembre 1858 da papa Pio IX. Appena entrato nell’arcidiocesi dovette confrontarsi con un periodo turbolento caratterizzato dalla rivolta di Monreale del 4 aprile 1860, dall’arrivo delle truppe garibaldinee dal conseguente tramonto del regime borbonico.

Con la costituzione del Regno d’Italia versò una cospicua somma di denaro per equipaggiare la neonata Guardia Civica. Questo gesto gli meritò l’attenzione e la gratitudine di re Vittorio Emanuele II che in occasione della sua visita al duomo di Monreale volle premiare Benedetto D’Acquisto con la commenda all’Ordine Mauriziano con la motivazione di essersi distinto egregiamente nel campo della filosofia. Tuttavia nel 1866 scoppiò a Palermo la Rivolta del sette e mezzo, una violenta insurrezione antigovernativa che in breve tempo si estese anche ai territori limitrofi in particolare Monreale e Misilmeri. In questo contesto D’Acquisto fu nominato presidente del Comitato insurrezionale di Monreale con l’obiettivo di mantenere l’ordine pubblico nella cittadina normanna, ma non poté fare molto, perché di lì a poco la situazione degenerò ed i rivoltosi misero a ferro e fuoco la provincia di Palermo, causando la morte di 21 carabinieri e 10 guardie di pubblica sicurezza.

Dopo sette giorni l’insurrezione fu domata dalle truppe governative ma Benedetto D’Acquisto fu arrestato. Il generale Raffaele Cadorna, inviato dal governo come regio commissario con il compito di reprimere la rivolta siciliana, nella sua relazione al Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1866 accusò D’Acquisto di avere incoraggiato il moto rivoluzionario e lo qualificò come “notissimo e pericoloso reazionario”. Fu rinchiuso in prigione prima a Monreale e poi in altre località per circa un mese insieme ad altri uomini illustri come Giuseppe De Spuches, famoso letterato, poeta ed archeologo.
Rimesso in libertà provvisoria nel 1866, nel febbraio del 1867 godette del provvedimento di amnistia e ritornò a Monreale per continuare la sua missione pastorale.
Ritornato nel suo luogo natìo, si dedicò, dopo la diffusione del colera, all’assistenza di coloro che avevano contratto tale malattia. Si ammalò anche lui e morì a Palermo il 7 agosto 1867. Fu tumulato nella chiesa di Santa Rosalia, una piccola parrocchia in campagna alla periferia di Monreale, ma nel 1900 dopo una solenne cerimonia le sue spoglie furono traslate nel duomo di Monreale.

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