Blitz Grande Mandamento, condannato a 7 anni l’ex sindaco di Montelepre

La sentenza di primo grado è stata ribaltata dai giudici della Corte d’Appello di Palermo che hanno ritenuto fondata la ricostruzione dei carabinieri di Monreale

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Monreale, 24 maggio 2017 – La Corte d’Appello di Palermo ha ribaltato la sentenza di assoluzione in primo grado e lo ha condannato a sette anni di reclusione. Arriva così il pesante verdetto per l’ex sindaco di Montelepre Giacomo Tinervia accusato di per estorsione aggravata e concussione.

L’ex primo cittadino del paese in provincia di Palermo era stato fermato nell’ambito dell’operazione “Grande mandamento” che smantellò i clan mafiosi di Monreale, Partinico, San Giuseppe Jato, Camporeale, Altofonte, Borgetto e Giardinello. Tinervia fu considerato responsabile per di aver ricevuto una tangente di 7 mila euro da un imprenditore del posto nonché di essere un mediatore tra la mafia e gli impresari locali.

In primo grado l’ex sindaco di Montelepre fu processato in un procedimento slegato ai 58 imputati del blitz e venne giudicato e assolto per non aver commesso il fatto. La Corte D’Appello ribalta oggi la sentenza ritenendo fondata la ricostruzione dei carabinieri del gruppo di Monreale che ascoltarono, grazie ad una microspia piazzata nell’auto del boss di Montelepre Lombardo, il rimprovero del boss al sindaco, per aver preteso la tangente prima ancora del pagamento del pizzo ai boss. L’imprenditore estorto confessò inoltre di aver consegnato i soldi (settemila euro) all’autista del primo cittadino, con la consapevolezza che parte di quella mazzetta sarebbe andata a Cosa nostra, parte “al Municipio”.

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