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Aveva subito un incendio, riapre Le Bistrot. I proprietari: “Valutiamo di abbandonare la città di Monreale”

"Esprimiamo il nostro disappunto per il totale stato di abbandono di questa parte della città"

Monreale, 1 maggio 2017 – Nella giornata di sabato ha riaperto il pub “Le Bistrot”, dopo la chiusura dovuta ai danni subiti per il disastroso incendio che ha colpito l’adiacente supermercato, di proprietà della medesima famiglia ma che a differenza del pub non verrà probabilmente riaperto per mancanza delle risorse economiche necessarie.

“Anzitutto, noi consiglieri Guzzo e Giuliano del gruppo Cambiamo Monreale, vogliamo esternare ai proprietari la nostra solidarietà per lo spiacevole accaduto ma, ancor più, vogliamo congratularci con i ragazzi del Le Bistrot per come, in così poco tempo, siano riusciti, con caparbietà ed impegno, a rimettere in piedi la loro attività commerciale”.
“Questo nostro intervento – continuano i consiglieri – non vuol solo essere di congratulazioni, avremmo come sempre dimostrato la nostra vicinanza in forma privata. Vogliamo puntare l’attenzione su un fatto assai spiacevole e ormai notorio ai tanti commercianti che si trovano oltre il perimetro della piazza e cioè la totale indifferenza per quanto accaduto da parte dell’amministrazione (concentrata solo ed esclusivamente sugli aspetti contabili del comune ma insensibile alle problematiche sociali ed allo sviluppo economico), e lo stato di abbandono in cui si sentono quotidianamente lasciate le tante attività commerciali del paese, nei confronti delle quali auspichiamo maggiore attenzione”.

I proprietari: “Esprimiamo il nostro disappunto per il totale stato di abbandono di questa parte della città, che ci sta facendo seriamente riflettere sull’opportunità, come già fatto da molti altri, di cessare l’attività (con enorme danno per le cinque famiglie che da questa attività dipendono). Ci troviamo infatti a dover quotidianamente constatare come la nostra zona sia priva ormai da troppo tempo di qualsiasi forma di controllo da parte dei vigili, disorganizzata, con un ecocentro che crea problemi tali da far dichiarare a esponenti politici che non differenzieranno per le difficoltà di raggiungerne i locali (a nostro avviso pericolosi visto che si trovano sotto un palazzo) per il caos che regna quotidianamente, priva di eventi idonei a ridare alle attività economiche quella boccata di ossigeno necessaria a sopravvivere, cosa che ci fa ormai sentire come reietti relegati in un lazzaretto Ottocentesco”.

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