Monreale, 7 febbraio 2017 – Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Terza), il 23 gennaio 2017 ha condannato il comune di Monreale in via definitiva accogliendo il ricorso presentato dall’Ordine degli Avvocati di Palermo sulla procedura di affidamento del servizio giuridico-legale per il Comune di Monreale.
Il TAR Sicilia, con la sentenza n. 334 del 6 febbraio 2017, si è espresso sulla legittimità o meno del bando del Comune, il quale avrebbe violato i principi in tema di equo compenso e le regole di leale concorrenza.
I giudici del TAR palermitano hanno innanzitutto messo in risalto che la disciplina contenuta nel nuovo codice degli appalti (D. Lgs. 50/2016) annovera tra i “settori esclusi” gli appalti e le concessioni di servizi concernenti i servizi legali, sebbene venga precisata la necessità del rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità e pubblicità.
Secondo il TAR, nel bando emanato, il Comune nella procedura non avrebbe rispettato il principio di equo compenso, ribadendo ancora una volta che “per l’affidamento di servizi legali da parte delle PP.AA., anche sotto la soglia comunitaria, la scelta del contraente deve seguire le regole comunitarie della trasparenza, non discriminazione e pubblicità della procedura, dovendosi distinguere tra incarico occasionalmente svolto dal professionista e servizio legale esternalizzato“.
Il Comune di Monreale, rappresentato e difeso dall’avvocato Girolamo Rizzuto, è stato anche condannato al pagamento nei confronti dei ricorrenti delle spese di lite complessivamente determinate in euro 1.500,00 (millecinquecento/00) oltre IVA e CPA.