Corleone, 16 dicembre – Sono passati quattro mesi dallo scioglimento, per infiltrazioni da parte di Cosa Nostra, del consiglio comunale del comune di Corleone e dalla decadenza della giunta e del sindaco Lea Savona. Giungono adesso i primi avvisi di garanzia.
Tra i nomi eccellenti i nomi dell’ex sindaco Savona dell’ex assessore alle attività produttive Vincenzo Labruzzo e di un funzionario del Comune. Abuso d’ufficio e il concorso di persone nel reato sono i reati contestati. I fatti, che risalirebbero al 2013 sono e che sono emersi dopo le indagini condotte dagli investigatori del commissariato Corleone, guidato dal dottore Filippo Calì, vedono la scelta per la partecipazione alla “Fiera Internazionale di prodotti tipici” a San Pietroburgo, in Russia, riservata ad alcune aziende della provincia, di una ditta che avrebbe alcuni legami con famiglie mafiose locali.
Lo stesso ministro dell’Interno Angelino Alfano, nella sua lettera di presentazione del decreto, così citava in merito alle vicende segnalate dal prefetto che meritavano una particolare attenzione: “La prima riguarda la partecipazione a una manifestazione internazionale di una ditta riconducibile alla criminalità organizzata, il cui titolare ha attivamente sostenuto la candidatura dell’attuale sindaco. Nell’occasione, la selezione dei partecipanti – che in adesione alle previsioni di un progetto europeo avrebbe dovuto riguardare un massimo di venti operatori agro-alimentari della provincia – è stata gestita dall’amministrazione comunale in modo da assicurare la partecipazione all’evento esclusivamente alla predetta ditta e, per di più, con oneri a carico del comune. Sulla vicenda è stato avviato un procedimento penale, in fase di indagini preliminari”.
E proprio questo procedimento penale dovrà far luce sull’episodio che rappresentò uno dei punti principali che mise la parola fine all’amministrazione Savona. Pochi sono i documenti che provano le accuse mosse ai tre indagati ma dall’esame dei pochi atti rintracciati è emerso che tutta la vicenda sia stata gestita dall’Amministrazione comunale in modo da “assicurare” la partecipazione all’evento alla ditta menzionata per di più con oneri a carico dell’Amministrazione stessa, non emanando alcun bando o selezione per fare aderire ditte o aziende del territorio. Nel maggio 2013, la partecipazione a San Pietroburgo fu oggetto di interrogazione comunale di un consigliere di minoranza, a cui il sindaco Savona rispose affermando che in Russia furono allestite mostre per valorizzare la città di Corleone, evidenziando che con suddetta iniziativa era stato promosso il nome di Corleone con pochi soldi (la quota destinata fu di 1.400 euro, n.d.r.). Tesi però che sarebbe stata smentita dalle foto fornite agli organi inquirenti dal responsabile della provincia di Palermo, presente alla manifestazione: dall’esame di quelle dello stand espositivo, non si rilevò alcun simbolo, logo o effige del comune di Corleone. Lea Savona afferma intanto di essere serena: “L’appalto – dice – è stato approvato con un delibera di giunta”.