Riceviamo e pubblichiamo
Monreale, 23 novembre 2016 – “La nostra posizione nei confronti del referendum è una posizione molto critica che comporta una inevitabile e sonora bocciatura non solo tecnica ma anche politica.
Diciamo No ad una pseudo riforma politica che illude i cittadini a partire da un quesito referendario ammaliante, in realtà privo della volontà politica necessaria ad effettuare il conseguente cambiamento; basti pensare alla proposta di legge del M5S relativa al dimezzamento degli stipendi dei parlamentari, sonoramente bocciata alla vigilia di una riforma costituzionale, che dice di avere tra le sue finalità principali proprio la riduzione dei costi della politica…
L’unica cosa che realmente si riduce è la sovranità popolare, verrebbe tolto il diritto di voto sui Senatori, regalando a Sindaci e Consiglieri regionali (che diverrebbero dunque “part-time”) la tanto ambita immunità parlamentare, vera contropartita per coloro che manifesteranno il loro sì e la loro fedeltà al Governo. I nuovi Senatori non dovrebbero render più conto ai cittadini del loro operato, ma ai capi-partito che li hanno scelti e designati per tale ruolo.
Allo stesso tempo verrebbero ridotti i margini di partecipazione democratica al processo di iniziativa legislativa, dove a differenza di prima saranno necessarie non più 50.000 firme (bensì il triplo, ovvero 150.000!!), perché si possa presentare un disegno di legge di iniziativa popolare.
Una pseudo riforma costituzionale di iniziativa governativa e non parlamentare, ottenuta a colpi di fiducia e “canguri” repressivi delle proposte emendative delle opposizioni, con “rimozione coatta” dalla Commissione Affari Costituzionali dei componenti di maggioranza dissidenti e, dulcis in fundo, figlia del trasformismo politico e dei voltagabbana che in questa legislatura hanno battuto ogni record possibile (si rilevano oltre 300 cambi di casacca, nella quasi totalità verso la maggioranza). Si pensi inoltre che il PD è ricorso anche ad alleanze con soggetti condannati per corruzione che, al giorno d’oggi, più che creare scandalo sembrano essere considerati soggetti con “importanti” curricula.
Non tralasciamo anche il linguaggio della vituperata riforma costituzionale, un passaggio incomprensibile da un testo in cui figurano parole semplici, profonde ed alla portata di ogni cittadino, ad un testo per tecnocrati e burocrati, scritto da soggetti molto lontani, nello spirito, da quello degli antichi Padri Costituenti.
In ultima analisi non dimentichiamo di essere dinanzi ad un Parlamento delegittimato da una legge elettorale incostituzionale, da un abnorme premio di maggioranza che sta consentendo in realtà che a governare sia una non-maggioranza e con le indicazioni di una Corte Costituzionale che, nel suo pronunciamento, avrebbe concesso al Parlamento solo quei poteri tipici del regime di prorogatio, ovvero di modifica della legge elettorale unitamente allo svolgimento dell’ordinaria amministrazione per un brevissimo periodo di tempo e non certamente un processo di riforma costituzionale.
La nostra Costituzione va migliorata ma non stravolta, migliorata col cuore e con un sentimento profondo di rispetto per la cosa pubblica che miri all’interesse di tutti e non solo di coloro che, nel dire di volerla cambiare, risultano invece conservatori delle loro posizioni di potere ed interessi.
A tutto questo, il 4 Dicembre, opporremo con forza il nostro No!
Dopo vari banchetti informativi sul territorio (l’ultimo è di domenica scorsa ad Aquino), concluderemo rendendoci disponibili ad esporre, ancora una volta, le ragioni del no a tutti coloro che volessero confrontarsi o anche solo informarsi, domenica mattina in piazza.
M5s Monreale, Consigliere Comunale Fabio Costantini