Monreale, 3 novembre – La nostra comunità è stata scossa da una tragedia che non ha buttato giù le nostre case come il terremoto che ha colpito l’Italia Centrale. Sono scossi i nostri cuori, tre giovani vite sono state spezzate da un impatto che ha ridotto in lamiere contorte l’Opel corsa su cui viaggiavano. Giosuè, Angelo, Giacomo e Gabriele giovani, belli, felici con il desiderio di trascorrere una serata insieme, così come in tante altre occasioni era già accaduto.

Risate, racconti, progetti dentro l’abitacolo. Desideri, sogni da realizzare. Tutto si è spezzato e nulla sarà più come prima. Nessuno potrà ricostruire come si può nelle città distrutte dal terremoto, le case, le chiese, i monumenti pur di pregio possono essere sostituite ma il volto di un figlio, la sua voce mentre risale le scale di corsa, il suo odore, la sua presenza silenziosa dinanzi ad un monitor non si può più riprogettare.
Da una prima analisi del sinistro i periti ipotizzano che la causa sia stata l’alta velocità e questa causa non è quella che si è portata via solamente i ragazzi di Pioppo ma è la cagione della morte di moltissimi giovani in ogni luogo del pianeta. Gli incidenti stradali secondo l’Oms sono la prima causa di morte tra i giovani tra i quindici e i diciannove anni; non le malattie, l’alcolismo e la droga. La causa della morte su strada quasi nella totalità degli incidenti che fa vittime sotto i trent’anni è il delirio di onnipotenza. Nel 2016 già si possono contare 586 vittime della strada con un incremento notevole dei decessi di giovani al di sotto dei trent’anni. I giovani sono convinti che mai nulla possa capitargli, loro corrono e si beano dell’ ebbrezza della velocità che scompiglia i loro capelli, se i comportamenti trasgressivi risultano privi di conseguenze questo senso che nulla di brutto potrà mai succedere cresce in maniera esponenziale.
L’alta velocità, l’utilizzo di cellulari e tablet, alcol e droga sono le trappole peggiori per i ragazzi alla guida. Nel nostro comune si è fatta prevenzione con degli incontri, coordinati dal Comandante dei vigili urbani Castrense Ganci. Nelle scuole si è fatta una campagna sulla sicurezza stradale anche per veicolare messaggi di consapevolezza dei propri limiti nel rispetto delle regole del codice della strada nelle fasce d’età tra gli undici e i quattordici anni.
In tutta l’Europa gli incidenti nella fascia d’età tra i 15 e i 24 anni è il doppio rispetto a quello di adulti esperti nella guida e avvengono soprattutto nelle ore notturne, nei giorni festivi e nella maggior parte dei casi sono incidenti multipli.
Sembrerà cruento e sadico ma non è sufficiente battersi per una cultura della sicurezza stradale propinando solamente articoli e divieti perchè i giovani vivono a pelle le emozioni. Prevenzione è far vedere loro attraverso filmati e documentari cosa può succedere se schiacci l’acceleratore raddoppiando la velocità prevista, la morte è la conseguenza, la fine di una vita preziosa, dopo non ci sarà un’altra festa, un’altra possibiltà. La nostra è la società dove tutto si ottiene in velocità dove tutto scorre attravrso immagini veloci che producono adrenalina. Ma la lentezza è un modo per soffermarsi sulla bellezza, sul paesaggio, su un volto, sulla “strada” da percorrere. Il monito dolce che invio a voi ragazzi è la riflessione sul dono prezioso della vita che deve essere protetta e preservata, indossate le cinture e usate ogni mezzo come strumento che dia ausilio alla vostra esistenza e che non si ritorca mai contro di voi.