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Avvio della differenziata, Crocetta chiede la collaborazione della Diocesi di Monreale

Palermo, 29 settembre – Il governatore della Regione Siciliana sa a che santo voltarsi. Crocetta intende infatti affidare il duro compito di collaborare all’avvio della raccolta differenziata alle parrocchie puntando così a raddoppiare la vita delle discariche, tutte il esaurimento, dicono le ultime stime, entro sei mesi. “Stiamo cercando di avviare in alcuni comuni un progetto di raccolta differenziata coinvolgendo anche le parrocchie. Stiamo lavorando anche con l’arcivescovo di Monreale e con le parrocchie dei comuni dove la situazione è più critica”.

L’annuncio di Crocetta sarebbe legato alla paralisi del sistema che si intravede all’orizzonte, le poche discariche siciliane ormai rimaste hanno autonomia ancora per poco tempo e l’unica soluzione è l’avvio della raccolta differenziata.

Poi l’annuncio: dal primo novembre non si potrà conferire più del 50 per cento della frazione secca in discarica. E, a partire dal primo gennaio, la percentuale sarà zero, effetto di un decreto ordinatorio firmato dal presidente della Regione, spiegando che il decreto serve per prolungare la vita utile delle vasche. “Per effetto di questo provvedimento – ha chiarito – raddoppiamo la vita delle discariche esistenti. Parallelamente cercheremo di favorire progetti per potenziare la raccolta differenziata. Abbiamo l’obbligo di intervenire -ha concluso- il tempo degli sprechi è finito”.

Anche il ministro dell’Ambiente Galletti ha lanciato l’allarme sulle discariche in Sicilia: “Tra sei mesi saranno piene”. Il ministro ha anche puntato il dito contro il mancato rispetto dell’intesa con la giunta Crocetta. L’accordo prevedeva l’avvio dei termovalorizzatori e l’invio dei rifiuti fuori regione.

I problemi però non finiscono certo qui: i vertici dell’Arpa e il suo direttore generale Francesco Licata di Baucina ieri hanno consegnato al procuratore aggiunto Dino Petralia una relazione durissima nella quale non solo puntano il dito sul dipartimento Acque e rifiuti e le ordinanze varate in assenza di pareri, ma segnalano anomalie nel rispetto della normativa in diverse discariche, tra le quali Bellolampo e Siculiana, dove sono in corso ulteriori accertamenti ambientali.

1 Commento
  1. Claudio burgio scrive

    Dopo 4 anni l’a mm.ne regionale si sveglia e chiede aiuto alla chiesa per affrontare l’emergenza rifiuti.E’stato sotto gli occhi di quasi tutti i siciliani ( molti comuni hanno saputo organizzarsi e raggiungere ottimi risultati con la raccolta differenziata, abbattendo di fatto i costi del servizio e riuscendo anche ad abbassare la tari ai propri cittadini; vedi città come Ragusa, Tp, Alcamo ai più di piccoli, quali Montelepre, Terrasini, Cinisi, Trappeto), ma sopratutto sotto i riflettori dei turisti quello che è accaduto per le strade di tante città e paesi, da ME a PA, da Borgetto a Partinico, nelle periferie della nostra Monreale.Certamente Mons. Pennisi non farà mancare il suo contributo, ma è dovuta una seria riflessione sulla mancanza di programmazione e gestione approssimativa se non quasi assente e paradossale per esempio che Carini sia costretta a conferire i rsu a LentiNi e non a Bello lampo, mentre comuni di Ct vengono a conferire a Bello lampo enon a Lentini, a causa delle beghe tra Orlando e Crocetta. Ma quando la finiranno di litigare a discapito della comunità.

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