“Il giallo pubblico”, le stoppie che storpiano

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Monreale, 8 settembre – “…Intorno ondeggiava la campagna funerea, gialla di stoppie, nera di restucce bruciate; il lamento delle cicale riempiva il cielo; era come il rantolo della Sicilia arsa che alla fine di agosto aspetta invano la pioggia.” Da “Il Gattopardo” (capitolo secondo)

Basta guardarsi in giro per rendersi conto che le poche aree pubbliche ed anche private, dopo essere state ripulite da sterpaglie, rovi e canneti sono diventate, esse stesse, depositi di quei resti di potatura che logicamente andavano rimosse per essere smaltite.
E’ vero, ormai si pensa che il caldo, le belle giornate le alte temperature siano il ricordo di una estate passata, ma non è detto, quindi potrebbe accadere che le temperature si rialzino, il sole splenda e il mare ci richiami a se, e le “restucce”? E le restucce restano, diventando cosi, facili prede di incivili cicche incurantemente lanciate da un auto o da un pedone “distratto” e non solo.

In tal senso il Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 è molto chiaro: “Gli sfalci e le potature provenienti da aree verdi pubbliche e private, quali giardini, parchi ed aree cimiteriali sono rifiuti urbani e come tali sottoposti alla disciplina disposta dal Codice ambientale. Allo stato attuale, i diversi residui vegetali provenienti da pulitura di aree verdi, classificati (in base alla loro gestione) come «rifiuti urbani» ex articolo 184, D.Lgs 152/2006 e (in base alla loro natura) / o come «rifiuti organici» , devono essere conferiti al servizio pubblico di raccolta”.
L’Assessore competente dovrebbe farsi carico di questo problema ed affrontarlo in tempi brevi.

Quando si interviene in un’area per pulirla si può lasciare il lavoro a metà? Non serve estirpare i canneti, bisogna impedire che ricrescano, ed è proprio quello che sta succedendo nell’area verde che costeggia Via Gravina in cui le canne stanno “rifiorendo” e le ramaglie sradicate mesi fa continuano a restare sul posto.
L’amministrazione che aveva “intimato” i proprietari terrieri, di ripulire i loro fondi da restucce e stoppie ha fatto dei controlli su questo? Che dia l’esempio ed intervenga.
Proprio di fronte il posteggio comunale c’è un’area privata dove da mesi stazionano cumuli di erbacce ormai secche frutto della pulizia del terreno, sono lì in bella vista. Di contro, la nuova cooperativa che gestisce l’area di sosta, di sua iniziativa ed a proprie spese, ha iniziato dei lavori di pulizia e tinteggiatura per rendere più gradevole la zona prospicente a dove giornalmente arrivano turisti su pullman ed auto private.

Ottima e lodevole iniziativa, ma dopo pochi metri, salendo su per il sottopassaggio che porta alla via Torres, quell’occhio umano, che prima era piacevolmente aperto, si chiude davanti a ciò che vedete nelle foto allegate.

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