Monreale, 4 settembre 2016 – Azzeramento, rimpasto? Ancora intorno a questi termini gira il dilemma che attanaglia il primo cittadino e i segretari di partito. Una questione sul tavolo da mesi, e non ancora dipanata, intorno alla quale sono state elaborate ipotesi sui giornali e strategie all’interno dei partiti per disegnare il nuovo assetto della compagine assessoriale che dovrebbe affiancare il sindaco nei prossimi due anni di amministrazione.
Mercoledì sera si è tenuta una riunione di maggioranza. Presenti, oltre al primo cittadino, il presidente del consiglio Peppe Di Verde, il vicepresidente Mimmo Gelsomino, il segretario del PD Toti Zuccaro, i capogruppo in consiglio comunale, Ignazio Davì (PD), Toti Gullo (Alternativa Civica).
Capizzi ha espresso agli alleati chiara e netta l’intenzione di effettuare un azzeramento di giunta. La decisione è presa. Indietro non si torna. Ma rimane ancora da comprendere un aspetto, sul quale il primo cittadino è rimasto ambiguo, ma che è di primaria importanza per comprendere i possibili scenari futuri.
Capizzi potrà richiedere l’azzeramento di tutte le deleghe, lasciando aperta la possibilità che le stesse vengano redistribuite tra alcuni degli assessori uscenti, con l’ingresso parziale di nuova linfa. In questo caso dovrebbe però motivare la sua decisione, giustificando la propria insoddisfazione nei confronti del lavoro fatto da alcuni assessori, e promuovendo quanto prodotto in questi due anni dagli altri. All’interno dei gruppi si aprirebbe una accesa discussione su chi dovrebbe subentrare in giunta, su quali criteri andrebbero adottati, sulla possibilità di mantenere il doppio incarico consigliere/assessore, su quali correnti andrebbero rappresentate in giunta, sulla opportunità o meno di candidare alcuni soggetti perché coinvolti in inchieste giudiziarie. Una strada tortuosa, che renderebbe arduo per i segretari di partito giungere ad una soluzione ampiamente condivisa all’interno dei direttivi.
Altra possibilità, per Capizzi, è quella di pretendere l’azzeramento di tutti gli assessori, motivando questa scelta più semplicemente con la necessità di conferire una nuova accelerazione all’azione di governo. Un percorso altrettanto accidentato che porterebbe ad un vero e proprio terremoto all’interno dei due gruppi che sostengono questa amministrazione. In casa PD questa decisione metterebbe in crisi la poltrona del segretario Zuccaro, che della propria compagine assessoriale è garante. Ed è forse proprio questo il vero obiettivo che una parte del PD cerca di perseguire invocando da mesi una crisi di governo. L’azzeramento sconfesserebbe la linea del segretario e potrebbe aprire le porte ad una mozione di sfiducia con la richiesta di indire un congresso locale.
Ma l’azzeramento della giunta tirerebbe in ballo anche quello delle poltrone di sottogoverno, dalle presidenze delle commissioni consiliari a quelle degli enti gestiti dal comune, dal Biviere al Collegio di Maria, al Benedetto Balsamo. Una geografia di persone aggrappate saldamente alle loro poltrone, e che certamente si batteranno all’ultimo sangue per mantenere lo status quo.
Un ruolo importante all’interno delle lotte in casa del PD monrealese è giocato dalla campagna per le regionali del 2017, già avviata. Nessuno nasconde che da Palermo giungono richiami a consolidare questa o quella corrente. E l’offerta di poltrone, di giunta o di sottogoverno, potrebbe tradursi in un argomento convincente per rideterminare gli equilibri nel gruppo consiliare.
Una serie di fattori che non rendono semplice, per il primo cittadino, ottenere risposte certe e in tempi brevi dagli alleati per presentare ai cittadini la nuova squadra di governo. Un insieme di equilibri difficili da gestire che hanno fatto trascinare fino ad oggi una crisi di governo più volte annunciata ma mai ufficialmente aperta.
Di tutto questo i cittadini monrealesi sono spettatori, vittime inermi. Perché la crisi, mai ufficializzata, ma esistente di fatto, causa un rallentamento dell’azione di governo che la città non può assolutamente permettersi.
Il tutto si commenta da se. E’ stato un inciucio sin dall’origine a partire dalla messa in scena delle primarie del PD per la designazione del candidato sindaco per finire alle deleghe assessoriali e alle nomine di sottogoverno distribuite in genere senza tener conto delle attitudini e delle capacità individuali ma solamente per garantire un certo substrato finalizzato alla campagna per le regionali. E da qui le strane alleanze in casa PD. Hanno fallito i fratelli (in prima e seconda linea) o ha fallito il Sindaco? E chi paga? Al solito i cittadini! Sindaco: si dimetta pure Lei ed ammetta di avere sbagliato e non ci venga a raccontare che Lei non era al corrente di tutto.
Ribadisco quanto detto in altre occasioni: si cambiano gli assessori che non producono o che si dimettono per loro problemi. I mal di pancia di segreterie politiche e correnti sono la rovina della politica e della città. Il Sindaco deve proseguire con la giunta iniziale, i nuovi perderanno 1 anno per imparare a muoversi. Assessori come Taibi, Grana, Zuccaro, Cangemi devono continuare fino alla fine della legislatura. Altrimenti avremo 1 anno di caos.