Palermo, 3 settembre 2016 – Ieri, nel tardo pomeriggio, in occasione del 34esimo anniversario dell’uccisione del Generale Dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente di scorta Domenico Russo, ha avuto luogo, presso il Complesso Monumentale Chiesa San Giacomo dei Militari all’interno del Comando Legione Carabinieri Sicilia un seminario dal titolo “Carlo Alberto Dalla Chiesa: l’impegno nella lotta alla mafia. La stagione del terrore”.
Questo importante evento, ideato e organizzato dal Generale di Brigata Riccardo Galletta, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, ha visto la partecipazione del Dott. Vincenzo Morgante direttore della Tgr della Rai, moderatore del Seminario, cui sono intervenuti il Prof. Salvatore Lupo, ordinario di Storia Contemporanea presso l’Università di Palermo, Francesco La Licata, editorialista del quotidiano La Stampa, Gioacchino Natoli, capo del dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi del Ministero della Giustizia, Nando Dalla Chiesa, docente di Sociologia della criminalità organizzata presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Milano, il Generale Comandante dell’Arma dei Carabinieri Tullio Del Sette.
Nella storia dell’Umanità, i Grandi Uomini, le Personalità di Spessore, hanno sempre tracciato esempi concreti, indelebili nella memoria collettiva: incancellabili impronte di un valore personale che diventa preziosa linfa per tutti, che educa le generazioni che si susseguono, in un tempo inestinguibile perché non esiste oblio, non esiste separazione definitiva finché esiste il ricordo, finché esso viene curato, coltivato, custodito come bene supremo.
Questo seminario, arricchito dal puntuale contributo di studiosi, esperti del fenomeno mafioso, cronisti e magistrati, ritengo sia stato importante soprattutto per conferire ulteriormente a uno dei più fulgidi e smisurati Esempi di lealtà, coraggio e tutela delle Istituzioni, a un Uomo e Comandante Indimenticabile, un perenne tributo, un onore sempre vivo che può costantemente riuscire a soccorrere la necessità di giustizia, correttezza ed equità sociale di chi, in un momento storico complesso, cerca di trovare un “varco” attraverso cui riuscire a cogliere, nei pregevoli vissuti di colui che, innamorato della giustizia, ha lottato per essa, la stessa forza, lo stesso coraggio per perpetrate la medesima lotta, per non smarrirsi in una solitudine rassegnata, preludio certo di sconfitta.
Ciò che mi ha emozionata e colpita, al di là della disamina precisa sul sistema mafioso, elaborata dai relatori, sono state le parole stesse del Generale Dalla Chiesa, più volte rievocate, specchio fedele di uno stile etico, una correttezza di pensiero e di azione, preziosa perché unica, perché autentica, perché ancora viva e vitale, attraverso cui, si sente sempre, nel brivido che suscita sulla pelle di chi la riscopre in quelle parole, riesumare dalla memoria, l’impeto e la passione travolgente di una “pulizia”, di un’integrità morale, di una vita meravigliosamente spesa per la lotta contro un certo sistema sociale, che ha sempre negato e nega il senso reale della giustizia e della libertà.
Un esempio encomiabile che costituisce solide fondamenta per vivere nel supremo rispetto della norma, per vivere veramente con l’etica di chi non agisce per compiacere il potere effimero di una gloria enfatizzata ma poco praticata, ma di chi agisce con passione per ciò che è giusto, anche a costo di pagarne un prezzo altissimo, per vivere a testa alta nella e per la civitas.
Massimo onore e infinito rispetto, quindi, alle immortali parole del Generale, così forti ed efficaci, così ricche di significato e coraggio, onore e rispetto all’Uomo, un uomo il cui fondamentale vessillo è sempre stato la lealtà alla giustizia istituzionale, onore e rispetto al Generale che ha sempre avuto “gli alamari cuciti sulla pelle” per tutta la sua breve intensa vita, per sempre…nei Secoli Fedele.
“Mi fido della mia professionalità, sono convinto che con un abile, paziente lavoro psicologico si può sottrarre alla Mafia il suo potere. Ho capito una cosa, molto semplice ma forse decisiva: gran parte delle protezioni mafiose, dei privilegi mafiosi certamente pagati dai cittadini non sono altro che i loro elementari diritti. Assicuriamoglieli, togliamo questo potere alla Mafia, facciamo dei suoi dipendenti i nostri alleati.”
Carlo Alberto Dalla Chiesa