Palermo – Passando da via Venero (all’altezza semaforo) oppure dalla contrada di Santa Rosalia di Monreale, avrete notato l’apparizione, già da qualche tempo, di una particolare croce in legno. Tre sono i connotati che la distinguono: due rose agli estremi, il logo della Regione Sicilia e una scritta“Itinerarium Rosaliae”.
Dopo la presentazione nel 2013, il progetto della Regione Sicilia “Itinerarium Rosaliae” prende forma. Nel Santuario di Monte Pellegrino oggi pomeriggio si sono riuniti i Comuni e Istituzioni religiose, il progetto è stato presentato dall’assessore regionale all’Agricoltura Antonello Cracolici. Presenti i primi cittadini dei comuni di Palermo, Bisacquino, Bivona, Burgio, Santo Stefano di Quisquina e Chiusa Sclafani. Dopo l’installazione delle croci, oggi è toccata alla presentazione dell’applicazione “Itinerarium Rosaliae”, la parte tecnologica che punta al coinvolgimento diretto dei turisti, pensata e pronta anche per l’estero. “Adesso tocca ai Comuni – afferma il sindaco di Palermo – proporre le iniziative utili a valorizzare il cammino che è stato realizzato”. Inutile sottolineare come per il territorio di Monreale rappresenti un volano di ripresa, oltre ad una grande occasione di sviluppo economico e promozionale delle risorse naturalistiche e dei prodotti agro-alimentari, ma anche l’avvio di ulteriori iniziative per l’ospitalità rurale.
A chi non piacerebbe poter veder realizzato, in Sicilia e ancor di più a Monreale, un grande itinerario religioso sul modello dei più famosi percorsi del Nord Europa quale il Cammino di Santiago di Compostela? “Itinerarium Rosaliae” nasce nel 2014, con il plauso delle istituzioni politiche ed ecclesiastiche, un cammino religioso e naturalistico che collega il Santuario di Santa Rosalia di Montepellegrino e l’Eremo di Santo Stefano di Quisquina, e che porta alla scoperta dei luoghi in cui ha vissuto e si è rifugiata la Santa. Grazie alle testimonianze storiche fornite tempo fa dalla comunità della Parrocchia di Santa Rosalia di Monreale, anche il territorio monrealese troverà posto all’interno dell’applicazione. Così il diacono Zanca, in rappresentanza dell’arcivescovo Pennisi, ha raccontato come la giovane Santa sia passata lungo la parte bassa di via Venero fino ad arrivare alla contrada di Buarra, oggi contrada Santa Rosalia, dove diverse cappelle oltre la chiesa conservano la storia del culto rosaliano. Un’immersione purificante nella natura, è questo lo slogan che dovrebbe promuovere il cammino, un itinerario che attraversa 3 Riserve Naturali e 15 Comuni per un totale di oltre 160 Km. Un percorso che attraversa ambienti incontaminati di grande pregio e aree culturali molto suggestive consentendo al pellegrino/viaggiatore uno stacco dalla quotidianità.
Il turismo naturalistico – religioso rappresenta uno dei fenomeni più interessanti del movimento turistico degli ultimi anni e la crescente richiesta di pellegrinaggi ne è la dimostrazione. Un cammino in grado di donare, oltre un po’ di serenità, quella crescita economica, culturale e turistica a cui tutti auspichiamo. Speriamo che i Comuni sapranno valorizzarlo.