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Ecogestioni: assenza ingiustificata dal servizio. E minaccia provvedimenti disciplinari per gli operatori transitati alla Mirto srl

Monreale, 25 agosto 2016 – Contestazione per assenza ingiustificata e richiesta di risarcimento dei danni subiti. E’ questo in breve il contenuto della lettera spedita oggi dalla società Ecogestioni Srl di Bagheria ai 41 ex dipendenti transitati il 17 agosto nella società Mirto srl di San Cipirello.

Come è noto, gli operatori ecologici avevano cominciato a prestare servizio presso la Ecogestioni da quando la società bagherese si era aggiudicata l’appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani del comune di Monreale. In data 27 luglio la Mirto aveva vinto il ricorso presentato presso il Tribunale Amministrativo Regionale, e quindi era subentrata alla Ecogestioni nella fornitura del servizio. Il personale, che in quanto ex ATO ed in accordo alla clausola sociale inserita nel contratto, era stato assorbito dalla società aggiudicataria del servizio, la Ecogestioni, era quindi “naturalmente” transitato presso la Mirto. Il “passaggio di testimone”, sia del servizio che dei dipendenti, era stato perfezionato il 17 agosto, per dare alla società subentrante il tempo di organizzarsi.

Il transito del personale è stato invece ritenuto illegittimo dall’amministratore della Ecogestioni, Calogero Raspanti, che contesta ai dipendenti l’assenza ingiustificata dal posto di lavoro a far data dal 17/08/2016. Secondo Raspanti, infatti, con i 41 lavoratori era stato stipulato un contratto a tempo indeterminato, e la loro assenza, ritenuta ingiustificata, ne costituirebbe una palese violazione.

I lavoratori sono rimasti basiti nell’aprire questa mattina la raccomandata, convinti invece di avere regolarmente ottemperato a quanto previsto dal contratto di servizio tra comune e società aggiudicataria del servizio.

La società ha così dato ai lavoratori cinque giorni di tempo per fare pervenire valide giustificazioni. In loro mancanza, la Ecogestioni dichiara di ritenersi libera di adottare i provvedimenti disciplinari così come previsti dal contratto collettivo nazionale, e si riserva di chiedere agli operatori ecologici il risarcimento per i danni subiti a causa del loro comportamento.

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