Monreale, 10 luglio 2016 – Sappiamo benissimo che gli alberi, al pari di tutte le altre specie viventi, muoiono; si sa anche che per evitare che le piante si ammalino è necessario prendersene cura, mantenerle, amarle, quello che invece non accade più a Monreale.
E’ anche anomalo il fatto che non si coltivino e si rendano fertili i giardini, il fatto stesso che non si effettuino più regolari potature; anzi, nella nostra Città si sa fare anche molto di più. Si troncano, si mozzano gli alberi ad una certa altezza, qualcuno persino al collo delle ramificazioni in modo da eliminare le future fronde che possono crescere.
Il riferimento è a fatti avvenuti poco tempo fa, alla vista di tutti, in barba ad ogni tipo di cognizione botanica, paesaggistica, ambientale, e nella totale assenza di qualsiasi forma di rispetto delle piante e del decoro urbano. Lontano ricordo, il tempo in cui ogni spazio cittadino, aiuola, vialetto, recinti da basse siepi, era curato e mantenuto.
Distanti, parecchi lustri, gli anni in cui le villette arricchite di fiori colorati e profumati erano protette da staccionate, ringhiere, segnati da cartelli. La villa belvedere, per gli adulti e i bambini, era il giardino dei sogni e dei desideri. Un ambiente di svago, di conversazione, di intrattenimento, uno spazio di gioco, dove divertirsi. Un posto dove trovare ristoro nel periodo estivo quando il caldo afoso soffoca la cittadina Monrealese. Un ambiente incantevole, e rilassante, mantenuto fresco, con una vista panoramica mozzafiato, oasi d’incontro per timidi fidanzati innamorati, luogo di intrattenimento di anziani, gruppi di famiglie ed amici. Uno spazio che oggi si mostra in uno stato di precarietà che non ha precedenti, nonostante sia il più antico spazio verde della città.
Nessuno può chiudere gli occhi, e far finta di non vedere, non sapere, non avere a cuore il problema, nessuno può disconoscere la manifesta distruzione al quale continua ad andare incontro questo storico giardino. Il dissesto, il degrado, l’abbandono contribuiscono ad impoverire il giardino, gli alberi, le piante della villa. E’ venuto meno anche un monumento prezioso, la stele di marmo un tempo posta al centro della parete del muro che divide la villa comunale dal giardino arcivescovile.
Una stele di semplice fattura, essenziale, di marmo bianco, collocata in memoria del pittore Antonino Leto (Monreale 14 giugno 1844 – Capri 31 maggio 1913). Si può ben asserire in quanto è un fatto evidente e sotto gli occhi di tanti cittadini la mancanza di cure e attenzioni che da oltre un ventennio sono venute meno, al punto tale che la villa – belvedere è stata resa nella sua interezza, meno fruibile, e finanche inagibile.
Siamo in tanti, in molti, a pensare che è giunto il momento per il Comune di ricercare soluzioni idonee e adeguate, e gestire i guasti nel loro complesso. Facendo chiarezza almeno sulle cause, che hanno dato origine a così tanto degrado e determinato di conseguenza il cedimento di una parte di un vetusto muro perimetrale di contenimento della villa che spanciando verso l’esterno, in alcuni tratti, ha causato il distacco della pavimentazione in prossimità del fronte d’affaccio.
Per il bene di questo importante polmone verde cittadino rimaniamo speranzosi che pur essendo passato un notevole lasso di tempo, e non si è intervenuti, l’area in questione non abbia subito in profondità crolli e svuotamenti sotterranei, soprattutto sotto l’area dei ficus, interessata da fenditure e cavità naturali. (chissà, se attraverso un valido intervento progettuale di recupero, potrebbero emergere indizi, utili a comprendere lo sviluppo del perimetro difensivo sul lato di mezzogiorno del complesso abbaziale).
La villa, oggi più di prima, necessita di urgenti interventi soprattutto di consolidamento fondale, di conservazione, riqualificazione del giardino oltre che di mantenimento delle essenze arboree. Interventi specifici, non occasionali, necessari ad evitare la scomparsa di un patrimonio colturale e ambientale singolare, un bene culturale e materiale, che deve essere preservato e che appartiene a tutta la collettività. Da realizzare al più presto, senza mezze misure. Interventi prioritari di tutela e a salvaguardia di un giardino storicamente importante, parte di un contesto di grande valore ed interesse culturale – ambientale – botanico – architettonico, sottoposto alle leggi di salvaguardia e conservazione dei beni pubblici.
Compiute queste sommarie analisi, queste zoomate, si ribadisce ancora una volta che non si può rimanere indifferenti, e rassegnati ad un immobilismo secolare, senza che si faccia qualcosa in proposito. Ed è per le cose sopra riportate che diciamo a gran voce che bisogna fare presto, in modo da fermare il degrado, che avanza ed investe ogni vicolo, strada, quartiere cittadino.
E’ sufficiente osservare lo stato nel quale versano le pavimentazioni di strade, marciapiedi e scalinate, le condizioni non ottimali in cui si trovano i manti stradali, avvallati, sollevati, da radici affioranti, fonte di pericolo alla persona, alla viabilità pedonale e veicolare. Non si può rimanere inermi ed indifferenti dinanzi all’abbandono degli spazi verdi superstiti. L’amministrazione comunale faccia il possibile affinché si reintroducano nelle piazze e nell’antivilla comunale le palme mancanti.
di Natale Sabella – architetto All rights reserved
