Monreale, 22 giugno – Sono tantissime le amministrazioni di altrettanti comuni siciliani pronti a ricevere la visita del commissario ad acta per la mancata approvazione del bilancio di previsione 2016 e del rendiconto 2015. Tra questi vi è anche il comune di Monreale.
A rischiare il commissariamento sono più delle metà dei 390 cominciando dalle città metropolitane e dai “capoluoghi” dei Liberi Consorzi.
A Monreale i due documenti contabili necessari per una corretta gestione economica dell’ente locale infatti non sono ancora stati proposti al consiglio comunale per l’approvazione da parte della giunta guidata da Capizzi. Il termine ultimo per l’approvazione, dopo le due proroghe concesse, era il 30 aprile.
Il sindaco Piero Capizzi, con delega al bilancio, chiamato al telefono dalla redazione ha preferito non rispondere.
Già il 6 maggio 2016, alcuni consiglieri comunali, primo firmatario Giuseppe Romanotto (Gruppo Misto), avevano già chiesto, senza successo, al Presidente del Consiglio Comunale Di Verde la convocazione straordinaria con carattere di urgenza di un consiglio comunale che trattasse le criticità della deliberazione del 24/3/2016 della Corte dei Conti sul piano di riequilibrio pluriennale, sulla mancata approvazione del Bilancio consuntivo 2015 e del Bilancio di previsione 2016. “Il sindaco – spiega Romanotto – aveva promesso che dal suo insediamento non ci sarebbero state più approvazioni di bilancio in ritardo. Siamo già abbondantemente oltre la proroga di aprile, e il rischio del commissariamento è imminente”.
Se l’elenco dei nomi dei commissari che dovrebbero insediarsi in circa 200 comuni siciliani è pronto, l’assessorato regionale alla Funzione Pubblica sta prendendo tempo per verificare se lo sblocco dei 500 milioni di euro destinati dal governo centrale alla Sicilia, da ripartire ai comuni, può permettere a questi ultimi di mettersi in regola. Ma la valutazione avverrà comune per comune.
“Già nella sua relazione – prosegue Romanotto – la Corte dei Conti sottolineava le criticità del nostro bilancio. I magistrati contabili non erano tra l’altro a conoscenza del ripristino delle indennità del CDA del Biviere, che non fanno altro che aggravare la massa debitoria, già segnalata come critica”.