Riceviamo e pubblichiamo
“Egr. sig. Massimo Luigi Gullo, ho letto con molta attenzione il suo editoriale dal titolo “Rogo vicino le scuole. La negligenza del Comune. Adesso le dimissioni dei responsabili politici” pubblicato sulla testata “Filodiretto” il 17 giugno u.s. e devo con incredulità ed amarezza esprimere il mio personale pensiero di forte “disappunto” non solo per quanto nello stesso riportato ma anche, e soprattutto, per il modo in cui ci si esprime e per l’utilizzo distorto e improprio che nell’occasione si fa della attività giornalistica.
Ho sempre ritenuto, e ritengo, che il giornalismo prima che un mestiere sia un’arte, nobile e forse per questo non a portata di tutti, il cui fine primario è quello di diffondere una notizia, relativa ad un fatto o ad un accadimento, e far sì che chi legge abbia la possibilità di prenderne conoscenza ed esprimere liberamente il proprio pensiero e le proprie valutazioni.
E’ forse nella piena e condivisa consapevolezza del reale valore e significato del giornalismo, che il legislatore italiano ha regolamentato, a differenza di altri paesi anche europei, l’attività di giornalista, prevedendo regole, criteri e ponendo limiti a chi molto spesso si trincera dietro la ricorrente espressione di comodo “…sono un giornalista…sto esprimendo il mio pensiero..” per diffondere notizie non sempre ancorate a verità e con il celato scopo di non voler dare corretta informazione ma di voler screditare qualcuno agli occhi della gente o, ancor più, di ordire infantili strategie di denigrazione contro le istituzioni politiche di opposta fazione, arrivando poi pure al punto di ergersi, improvvisamente, a tutore della comunità e chiedere le dimissioni di un Sindaco e di una amministrazione.
Sono certo conoscendola, almeno credo e non vorrei sbagliarmi, che niente di ciò faccia parte della sua cultura e del suo modo non di fare giornalismo, perché quanto scritto non è certo a mio parere giornalismo, ma di diffondere notizie.
Così come sono certo che il suo giudizio su ciò che basta o non basta per quanto accaduto ovvero il suo invito alle dimissioni dei politici sia il frutto di una leggerezza nella sua infelice conclusione, dettata forse da una condivisibile rabbia per il pericolo corso.
Se così non fosse, mi permetta egr. sig. Gullo, decida se diffondere notizie o fare l’inquisitore, faccia una scelta e chiarisca il suo ruolo e le sue idee, almeno a coloro che non le conoscono, e non utilizzi una prestigiosa testata giornalistica web per fini tutt’altro che giornalistici.
Le sue riflessioni le faccia da cittadino e prima di esprimersi, sulla stampa, verifichi e accerti fatti e circostanze.
I processi non si celebrano sui giornali e le sentenze le emettono i Tribunali.
Un giornalista, un vero giornalista che crede nel valore della sua professione, non si sarebbe mai permesso di scrivere che un Sindaco si possa essere “rallegrato” davanti a quello che è successo. Lei lo ha fatto e pure gratuitamente, sapendo di scrivere, peraltro conoscendomi personalmente, una cosa non vera.
Così come un giornalista, un vero giornalista, avrebbe dovuto, a mio parere, rimarcare e condannare in maniera forte il vile gesto di chi ha cagionato l’incendio, sollecitando chi ha visto a fornire indicazioni utili per l’identificazione del colpevole, anziché additare l’Amministrazione come responsabile per l’accaduto.
Ma è chiaro che è più facile colpevolizzare l’amministrazione comunale rispetto al vile colpevole non identificato.
Talvolta mi viene il dubbio se lei è un giornalista, ma poi penso: è possibile che non sia un giornalista ?
Quanto accaduto a Monreale il 16 giugno è un fatto spiacevole che ha scosso non solo quei piccoli bimbi protagonisti innocenti e incolpevoli della inciviltà e della villania umana ma anche tutti coloro, me compreso, che in prima linea hanno vissuto quei drammatici momenti.
Ma spiacevole, non lo dimentichi, è anche quanto accaduto lo stesso giorno in tutta la Provincia di Palermo e in tutta la regione Siciliana, dove la delinquenza umana si è organizzata e ha approfittato della giornata di afa e di forte scirocco per dare un forte segnale alle istituzioni.
E’ facile, troppo facile declinare sul Sindaco e sull’amministrazione la responsabilità per tutto ciò che accade nei 540 Km quadrati del nostro Comune.
In questi primi due anni di amministrazione mi sono sempre assunto, assorbendo volontariamente spesso anche quelle dei miei più stretti collaboratori, le responsabilità di amministratore, mi sono abituato a subire le critiche di chi mi ha dato e mi da ancora oggi (ingiustamente) la colpa per il fallimento dell’ATO e del licenziamento dei lavoratori, della crisi economica del Comune, della improvvisa rottura di una pompa dei pozzi Boarra e addirittura della nevicata del 31 dicembre del 2014, ma mi consenta, non posso accettare che mi si attribuisca, anzi che lei mi attribuisca in maniera faziosa e disgustosa, quasi a volermi far passare come il piromane o il mandante, la responsabilità per una sfiorata tragedia e per l’incendio di un terreno che non è di pertinenza del nostro Comune e sul quale non abbiamo alcuna competenza.
Gran parte dell’area interessata dall’incendio (altre sarebbero private e sono in corso accertamenti) risulta essere di proprietà del Demanio Regionale e non mi risulta essere mai stata nella disponibilità del Comune di Monreale.
Si chieda a tal proposito, ma lo faccia però prima di emettere sentenze inaudita altera parte, come mai nessun privato e nessuna amministrazione, anche quelle passate di qualche pseudo messia di un improvviso redento sentimento di non meglio precisato “orgoglio”, ha mai utilizzato quell’area molto appetibile.
Ho dato ordine ai dirigenti di acquisire tutti i dati tecnici e urbanistici delle aree in questione e al fine di porre fine a problemi di questo tipo e chiederò, se sarà necessario, un tavolo tecnico di confronto in Prefettura.
Detto questo, egr. sig. Gullo la reputo molto intelligente e a conferma della stima che ripongo in Lei mi permetto sommessamente di darle un suggerimento: faccia il vero giornalista!!!”
Avv. Piero Capizzi, sindaco di Monreale