Palermo, 25 maggio – Si è finalmente e definitivamente smontata l’accusa sul mancato possesso dei requisiti di Giuseppe Noto, per poter svolgere il ruolo di Direttore sanitario aziendale. L’Assessore alla Salute della Regione Siciliana, ha ripristinato l’iscrizione del Dott. Giuseppe Noto nell’elenco dei soggetti idonei alla nomina a direttore sanitario e in quello degli aspiranti alla nomina a Direttore generale delle aziende del Servizio Sanitario della Regione.
Le iscrizioni del Dott. Giuseppe Noto dagli elenchi regionali erano state sospese a seguito di revoca, disposta il 13.1.2016 dal Direttore Generale dell’ASP di Palermo Candela in riferimento al possesso dei requisiti, della sua nomina a Direttore Sanitario della stessa ASP. La mancanza di titoli era stata contestata dal sindacato Cimo e dal Movimento 5 Stelle che aveva presentato un’interrogazione all’Ars.
Una commissione tecnica composta da dirigenti dell’Assessorato, nominata per la verifica in capo al Dott. Giuseppe Noto dei requisiti richiesti, ha concluso, accogliendo in larga misura le sue difese, che lo stesso possiede sia quelli per la nomina a direttore sanitario sia quelli per la nomina a direttore generale. L’Assessore ha quindi ripristinato l’iscrizione del Dott. Giuseppe Noto negli elenchi dei soggetti idonei a tali nomine.
Le irregolarità riguardavano la parte del curriculum in cui risultava che Noto avesse ricoperto, fra il 2003 e il 2005, un incarico di responsabile della struttura complessa “Qualità e organizzazione in staff” e, dal 2007 al 2009, di “coordinatore dello staff della direzione generale”. Incarichi che comprendevano il requisito della “complessità” necessario per accedere all’albo regionale degli idonei da cui attingere i direttori. Solo che, secondo la denuncia del Cimo, allora non esisteva una struttura complessa in “Qualità e organizzazione” e le “unità in staff” erano tutte semplici. Gli incarichi di Noto facevano riferimento a disposizioni interne e atti aziendali. Ed è forse su questi che, come lo stesso Candela lascia intendere, sono in corso delle indagini da parte della magistratura. A cui presto potrebbero aggiungersi quelle dei pm contabili perché il Cimo chiede di valutare l’illegittimità dei compensi percepiti dall’ormai ex direttore sanitario.
“Oggetto di una campagna diffamatoria così pervasiva, contro la quale un normale cittadino ha ben poche armi – afferma Giuseppe Noto – ho preferito fino ad ora il silenzio, fiducioso che i livelli istituzionali preposti e competenti sugli aspetti tecnici si esprimessero. E ciò, finalmente, oggi è avvenuto e la “macchina del fango” ha cominciato a scricchiolare. Questi mesi sono stati e sono amari e devastanti, ma sostenuti dalla forte e diffusa solidarietà ricevuta. Voglio, pertanto, ringraziare tutti quelli che, numerosi, hanno voluto esprimermi vicinanza e solidarietà, ma ringrazio un po’ di più quelli che nelle loro parole, indipendentemente dal grado di conoscenza, non hanno avuto alcun dubbio, rimarcando l’impossibilità assoluta che io avessi mai potuto compiere un gesto non corretto.”