Monreale, 7 maggio – Questa mattina Campanella Luana, La Corte Giuseppa, Campanella Giuseppa, Trafficante Giovanna, Campanella Pietro, Campanella Caterina, Campanella Giovanna, Campanella Giovanni, tutti familiari di Campanella Giuseppe hanno presentato, con l’assistenza del loro legale, l’Avv. Salvino Caputo, presso la Procura della Repubblica di Palermo, per il tramite della Stazione dei Carabinieri di Pioppo, atto di querela nei confronti del conduttore televisivo Massimo Giletti per il reato di diffamazione aggravata a mezzo sistema televisivo.
Nel corso della trasmissione televisiva “L’Arena” andata in onda lo scorso 3 aprile era stato affrontato il problema dei forestali della Regione Sicilia. Durante la trasmissione veniva intervistato Giuseppe Campanella residente a Pioppo, che pur avendo subito oltre 18 anni fa una condanna per reato associativo, continuava a lavorare come operaio stagionale presso il demanio forestale della Regione. Il conduttore Giletti – dichiara il suo legale – nel corso della trasmissione definiva Campanella “esponente della famiglia mafiosa dei Campanella di Pioppo e esponente della famiglia dei Campanella, famiglia importante nel contesto mafioso di Pioppo”.
Giuseppe Campanella era stato poi intervistato da Filodiretto, difendendo la propria posizione.
“Tali affermazioni – afferma il legale Caputo – gravemente lesive dell’immagine, dell’onore e della pubblica considerazione di cui godono i Campanella, evidentemente sono state riferite nel corso della trasmissione senza operare quel doveroso controllo che si impone quando si fa riferimento a persone ed a vicende giudiziarie”.
I Campanella, secondo Caputo, non solo non hanno mai riportato condanne e sono tutti soggetti incensurati, ma “Non sono stati coinvolti in indagini di mafia e di criminalità organizzata. Infatti nelle recenti operazioni antimafia condotte a Pioppo dai Carabinieri di Monreale nessun componente la famiglia di Giuseppe Campanella è stata coinvolto”.
“I miei assistiti – ha affermato l’Avv. Salvino Caputo – sono stati definiti appartenenti alla importante famiglia mafiosa dei Campanella più volte nel corso della trasmissione in maniera irresponsabile e con grave mancanza di professionalità da un conduttore che ha affermato circostanze gravemente diffamatorie nei confronti di persone incensurate e totalmente estranee a contesti mafiosi”.
“Ancora una volta – ha sottolineato l’avvocato – per garantire i livelli di ascolto si distrugge l’immagine e la dignità di persone innocenti che sono state presentate a milioni di telespettatori quali esponenti di un clan mafioso. Questo è un modo di fare televisione irresponsabile, privo di professionalità e che non fa onore alla rete televisiva nazionale che dovrebbe operare con grande rigore nella verifica delle fonti di informazione.”
La querela è stata presentata anche nei confronti del Direttore Generale della Rai e del Direttore di Rai Uno per avere omesso il doveroso controllo sul contenuto della trasmissione televisiva.