Monreale, 30 aprile – Una, due, tre generazioni hanno riempito piazza Guglielmo, uniti da un Battisti che riesce sempre a coinvolgere e far cantare anche uno stonato cronico. L’aria festosa che si respirava era tangibile e i commenti di chi è stato in piedi, ma non certo immobile, per circa 150 minuti ininterrotti, erano tutti positivi. Per quelli che, come me, sono cresciuti ed hanno vissuto gli anni ’70 ascoltando i suoi 45 giri su mangiadischi sgangherati è stato un ritorno ad un passato fatto di ricordi e di amori nati in “cantine buie”.
“Una sensazione di leggera follia” la si poteva cogliere tra i più giovani che non sbagliavano una parola dei testi di quel poeta che è Mogol, dimostrando la conoscenza di uno dei miti di una generazione che cresceva cullandosi su “canti liberi” e rombanti “motociclette”. I Quinto Spazio sono stati bravi e non si sono risparmiati, ed hanno saputo trasportare il pubblico presente in una “avventura” festante.


