Palermo, 21 aprile – Ci sono 3 monrealesi coinvolti tra le 17 persone indagate nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Forestale e coordinata dal procuratore aggiunto Dino Petralia e dai pm Daniela Varone e Ciro De Flammineis su presunti casi di corruzione, concussione, falso in atti pubblici e truffa ai danni dello Stato nei confronti di forestali del distaccamento di Villagrazia, ma che ha competenza anche su Monreale, Altofonte, Belmonte Mezzagno, Villabate e Ficarazzi. Tra i 17 finiti sotto la lente di ingrandimento degli investigatori spiccano i nomi di Francesco La Fata, di Monreale, e Leonardo Di Maria di Pioppo, dipendenti dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo e di Michele Capizzi anch’esso monrealese.
Assieme al comandante Polizzi, sono stati sottoposti a misure cautelari inoltre gli ispettori Salvatore La Piana e Antonio Sacco, gli imprenditori Antonino e Giuseppe Chiazzese e l’operaio forestale Rocco Giuseppe Ferro; hanno ricevuto l’avviso di garanzia anche gli ispettori Giuseppe Colibro e Salvatore Impastato, i dipendenti dell’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo, Francesco La Fata e Leonardo Di Maria. Ed ancora: Vincenzo Vaglica, Piero Buscemi, Antonio Mangano (operaio stagionale di Monreale), Vincenzo e Giovan Battista Musso, Angela Veronica Polizzi (volontaria della Protezione civile di Altofonte e figlia del comandante Polizzi) e Michele Capizzi.
Tra gli altri indagati c’è anche Rocco Ferro, barbiere di Partinico. L’uomo, operaio stagionale della forestale, avrebbe incassato la cifra di 6 mila e 800 euro che, secondo gli inquirenti, non gli spettava. Grazie a fogli di presenza mendaci infatti risultava essere presente regolarmente a lavoro per i servizi antincendio quando invece non avrebbe mai lasciato il proprio salone in cui operava come barbiere. I fogli falsi sarebbero stati preparati dal monrealese La Fata e da Di Maria, residente a Pioppo, anch’essi indagati. “Allora prepara un foglio di listino con la carta intestata del Distaccamento quello mio di Villagrazia – gli diceva Polizzi, come riporta Live Sicilia – e ti segni le presenze di tutti i giorni”. Stessa cosa sarebbe accaduta per la figlia del commissario Polizzi, Angela Veronica, per cifre minori.
Fra i reati contestati dal procuratore aggiunto Petralia e dai sostituti Varone e De Flammineis non c’è solo il reato di “induzione a promettere o dare utilità (un livello inferiore di concussione)”. Accanto ai soldi per sorvolare sulle irregolarità dei piccoli cantieri edili nella zona di Villagrazia, vengono contestate pure presunte truffe, casi di peculato e falsificazione di verbali.