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Monreale e l’istituzione di un Registro delle Unioni Civili

Ormai il termine “Unione Civile” è entrato a pieno titolo tra le espressioni usate. In attesa che arrivi maggio, mese in cui il disegno di legge Cirinnà dovrebbe approdare a Montecitorio, cerchiamo di capire come si sta muovendo il Comune di Monreale.

Il ddl Cirinnà quando diventerà legge, inserirà nel diritto di famiglia un nuovo istituto, definito appunto Unione civile. Diverse le modifiche apportate alla nuova normativa intitolata “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”. Divisa in due parti: la prima introduce nell’ordinamento italiano l’istituto dell’unione civile tra persone dello stesso sesso, quale specifica formazione sociale. Mentre la seconda stabilisce una disciplina della convivenza di fatto, sia eterosessuale che omosessuale. Grandi temi sono ancora aperti in attesa dell’entrata in vigore della Legge, fra questi le adozioni, così da rimediare allo stralcio della Stepchild adoption.

L’Italia non ha attualmente una legislazione effettiva per le unioni civili. Si parla pertanto di “coppia di fatto” in quanto non riconosciuta giuridicamente. Ciò non significa, tuttavia, che una unione stabile, sia pure “di fatto”, non faccia sorgere in capo ai conviventi diritti e doveri. Il quadro è però frammentario, nel senso che i diritti e doveri non sono omogenei, non derivano da una normativa unitaria ed omogenea, come nel quadro del matrimonio, ma sono frammentari e soltanto quelli previsti da specifiche leggi.

In attesa di un’adeguata copertura legislativa nazionale, il Comune di Monreale cosa sta facendo?

Di fatto, il 23 ottobre 2015 durante il Consiglio Comunale il consigliere Fabio Costantini MoVimento 5 stelle, ha proposto l’istituzione del Registro delle Unioni civili. A suo avviso aiuterebbero a disciplinare in modo serio e completo le situazioni giuridiche di fatto, tra persone di sesso diverso od uguale.

Dal regolamento presentato dal grillino: “Con unioni civili si intende il rapporto tra due persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, legate da vincoli affettivi e/o da motivi di reciproca assistenza morale e materiale, coabitanti da almeno un anno ed aventi la dimora abituale nello stesso Comune, che ne abbiano chiesto la registrazione amministrativa ai sensi del relativo regolamento di istituzione del registro”. Inoltre, prevede che la disciplina comunale sulle unioni civili:

  • ha esclusivamente rilevanza amministrativa per scopi e finalità espressamente indicati nel relativo regolamento che le istituisce, quali: casa, sanità e servizi sociali, politiche per giovani, genitori ed anziani, sport e tempo libero, scuola e servizi educativi, diritti e partecipazione e trasporti;
  • è dettata affinché gli atti dell’Amministrazione Comunale prevedano per le Unioni civili condizioni non discriminatorie di accesso agli interventi nelle aree indicate, con particolare attenzione alle condizioni di svantaggio economico e sociale;
  • sul piano economico, l’istituzione di un tale registro non comporta alcuna spesa per il Comune, rappresentando però un importante adeguamento della normativa e delle Istituzioni alla realtà dei fatti esistente ed alle esigenze di tutela dei Cittadini.

Ad oggi qual è lo stato delle cose nel Comune di Monreale?

Alla domanda l’assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Cangemi risponde: “Abbiamo ricevuto una proposta dal MoVimento 5 Stelle, la giunta la sta studiando e la sta elaborando. Sulla base delle recenti normative emesse dallo Stato, formuleremo il regolamento da proporre al Consiglio Comunale”.

Sarebbero oltre 170 i comuni che in Italia hanno proceduto con l’istituzione di un Registro delle Unioni Civili. Tra questi anche il Comune di Palermo che con il “Regolamento istitutivo del Registro Comunale delle Unioni Civili adottato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 207 dell’ 11.06.2013” si allinea a quanto richiesto dal Parlamento Europeo. Ha trovato così attuazione quanto è stato deciso dal Consiglio comunale con l’introduzione di un sistema di autocertificazione che permette l’accesso a diversi servizi in materia di diritto alla casa, Sanità e Servizi Sociali, Politica per giovani e genitori anziani, sport e tempo libero, formazione, scuola e servizi educativi, diritti  e partecipazione, trasporti. Al Registro possono iscriversi i cittadini italiani e stranieri coabitanti e residenti nel Comune.

A marzo del 2015, con 50 voti favorevoli, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato il disegno di Legge sulle Unioni Civili.

Dopo un mese di silenzio, sull’argomento in questione, è ricominciata la battaglia. Proprio lo scorso 1 aprile nel Palazzo Steri di Palermo, la Senatrice Monica Cirinnà ha cercato di fare il punto sullo stato attuale. Organizzato dal Gruppo Parlamentare del Partito Democratico Senato della Repubblica: “La legge sulle Unioni Civili: l’Italia verso l’Europa, le distanze si riducono“. Diversi gli esponenti del Partito intervenuti, tra questi anche il Presidente della Regione, Rosario Crocetta.

Non tutti sono favorevoli al ddl, i cattolici per esempio sono impegnati in una battaglia contro. LAssociazione ProVita, invece, sta tentando di introdurre l’obiezione di coscienza per sindaci e ufficiali di Stato civile chiamati a registrare le unioni omosessuali. Tra gli obiettori di coscienza c’è già il sindaco di Campagna Lupia, Livieri.

Il Parlamento Europeo come si esprime

L’ampio dibattito sulla parità dei diritti tra eterosessuali ed omosessuali promosso dagli attivisti LGBTQ, ha fatto sì che numerosi Paesi si siano dotati, negli ultimi anni, di una legislazione per riconoscere e garantire diritti per i componenti dell’unione. Nell’Unione europea il quadro relativo alla legislazione sulle convivenze è molto variegato. Il Parlamento Europeo, nella Raccomandazione del 16 marzo 2000 sul rispetto dei diritti umani nell’Unione Europea, chiese agli Stati membri di “garantire alle famiglie monoparentali, alle coppie non sposate e alle coppie dello stesso sesso parità di diritti rispetto alle coppie e alle famiglie tradizionali, in particolare in materia di legislazione fiscale, regime patrimoniale e diritti sociali“. Oltre alla richiesta, già formulata, ha sollecitato gli Stati membri ad attuare il diritto al matrimonio e all’adozione di minori da parte di persone omosessuali.

Tornando in Italia ancora l’iter legislativo non è stato completato, ma se la legge fosse perfezionata con i passaggi a Camera e Senato, i Comuni non potrebbero certo rifiutarsi dall’applicarla. Magari nel frattempo c’è chi aspetta che la legge cambi ancora.

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