Segnala a Zazoom - Blog Directory

A Corleone i beni sottratti alla criminalità organizzata sono “Casa nostra”, l’esempio del Progetto D.R.A.G.O.

Corleone, 7 aprile – Da poco sono trascorsi 15 anni dall’entrata in vigore della legge 109 del 7 Marzo 1996 che sancisce la disciplina sul riutilizzo dei beni confiscati alla criminalità organizzata. In quest’arco di tempo sono tante le iniziative e le manifestazioni che si sono svolte promosse da Libera per schierarsi contro la mafia, e soprattutto per impossessarsi dei beni sottratti ai mafiosi, con l’obiettivo di trasformare un bene illegale in bene legale e fruttuoso che possa al tempo stesso produrre lavoro e ricchezza per il nostro paese e principalmente produrre reddito per i lavoratori.

“Parlate della mafia, parlatene che sui giornali” così Paolo Borsellino incoraggiava a combattere la mafia e questo è ciò che sta accadendo attualmente nei terreni di Corleone e sequestrati a Bernardo Provenzano e Salvatore Riina in cui undici ragazzi richiedenti asilo apprendono le tecniche dell’agricoltura.

Il progetto denominato D.R.A.G.O., Developement Resources Agricoltural Growth Organic, ha una durata di undici mesi e persegue l’obiettivo di favorire l’integrazione lavorativa dei soggetti immigrati aumentando il tasso di occupazione e fornendo un lavoro stabile agli stessi 11 destinatari ammessi al progetto. Il progetto comprende anche attività formative d’aula e attività di workshop esperience. Il progetto rappresenta una lodevole iniziativa per sottrarre i beni alla criminalità organizzata e farne uno strumento legale e di iniziativa comune.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.