Palermo, 6 aprile – La gestione dei rifiuti in Sicilia, tranne qualche caso, sembrerebbe essere un problema risolto al momento ma in realtà è solo una calma apparente in attesa dell’emergenza. L’ennesima crisi infatti sta per abbattersi in Sicilia e a pagarne le spese saranno, come sempre, i Comuni e quindi i cittadini. La previsione degli esperti vede la prossima emergenza siciliana abbattersi nel giugno prossimo e anche stavolta presenterà un conto salatissimo.
Come riporta La Repubblica Palermo, in un dossier di Antonio Fraschilla, infatti dal prossimo giugno non ci sarà altra soluzione che trasferire gran parte dei nostri rifiuti fuori dalla Regione. L’emergenza durerà dai 12 ai 18 mesi, nell’attesa che venga incrementata la raccolta differenziata e che vengano costruiti nuovi impianti, tutto ciò in considerazione del fatto che le discariche funzionanti al momento sono tutte in esaurimento e sarebbero dovute chiudere già da tempo. Per questo la Sicilia si sta preparando ad entrare, come richiesto da Crocetta, in stato d’emergenza.
Intanto a Palermo i tecnici dell’Assessorato ai rifiuti hanno già iniziato a fare i conti e le previsioni, fatte sulla base dei costi di altre regioni che già trasferiscono esternamente i rifiuti, parlano di cifre che si aggirano attorno ai 100 milioni di euro che si andranno a sommare ai 1,2 miliardi di euro che attualmente il sistema brucia.
La somma certamente andrà a gravare sui comuni siciliani che economicamente non godono di certo di ottima salute. Una cosa è certa però, i comuni che già fanno la raccolta differenziata, e che la fanno bene, saranno premiati andando a risparmiare, sorte diversa avranno i comuni poco virtuosi come Monreale in cui la differenziata ha delle percentuali bassissime.