L’Alto Belice Ambiente S.P.A. è stata dichiarata fallita. Il Tribunale Civile di Palermo ha notificato ieri alla società il decreto di fallimento, e ha nominato il Giudice Delegato, la dott.ssa Raffaella Vacca, e il curatore fallimentare, l’avv. Cristina Bonomonte. Ha disposto che la gestione dell’impresa sia affidata al Commissario Straordinario Norrito che ha ricevuto la proroga fino al 15 gennaio, data in cui si perfezionerà il passaggio di competenze con la S.R.R..
L’ipotesi di applicare la procedura di amministrazione controllata è stata respinta dal Tribunale.
In seguito alla dichiarazione di insolvenza del 24/10/2014, nella relazione presentata al Tribunale e presso il Ministero dello Sviluppo Economico, il commissario giudiziale Giovanni Liguori aveva ritenuto che “non sussistano nella fattispecie le condizioni per l’ammissione alla procedura di Amministrazione Straordinaria”. Il Ministero dello Sviluppo Economico aveva fatto pervenire in Cancelleria il proprio parere, ai sensi dell’art. 29 d.lgs. n. 270/99, di adesione alle conclusioni del Commissario Giudiziale.
Il 12 dicembre, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palermo aveva reiterato la richiesta di fallimento della società, aderendo alle conclusioni del Commissario Giudiziale e del MISE.
La società non è stata ammessa alla procedura di amministrazione straordinaria, per mancanza dei presupposti previsti da legge. In particolar modo è stato riconosciuto che alla società, già dal 2010 in liquidazione, è stato fatto divieto di compiere qualsiasi atto di gestione a far data dal 30/9/2012, termine poi prorogato al 30/9/2013. La gestione è stata infatti trasferita alla Società di Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti (S.R.R.) e, solo in via temporanea e fino al definitivo passaggio di competenze, ai Commissari Straordinari di nomina regionale, che garantiscono la continuità del servizio in nome e per conto dei 17 Comuni aderenti al Consorzio.
Per il Tribunale di Palermo il rapporto di servizio tra Comune-cliente e società d’ambito si è esaurito, in quanto trasferito alla S.R.R., ed i contratti di servizio scaduti, sicchè non è ipotizzabile il percorso della prosecuzione dell’esercizio dell’impresa, né quello della sua cessione, in quanto già avvenuta per legge.
La tutela dell’interesse della collettività alla prosecuzione del servizio pubblico, obiettivo della norma in questione, è invece già assicurata dalla normativa regionale, mediante l’istituzione della gestione commissariale.
In bilico il futuro dei 277 dipendenti dell’ente, per i quali dal 16 gennaio 2015 si apre una fase di incertezza lavorativa.
Questa mattina un gruppo di lavoratori dell’ATO, preoccupati di non avere ricevuto la retribuzione di novembre, hanno occupato la Sala Rossa del comune di Monreale, chiedendo di parlare con il sindaco Capizzi e con i vertici della società. In base all’impegno assunto giorno 18 dinanzi all’assessore regionale Contrafatto, i sindaci stanno versando in questi giorni le somme dovute all’ATO per il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti condotto nei propri comuni. Operazione avviata da alcuni ma non da tutti. Nel pomeriggio i lavoratori hanno lasciato la Sala Rossa, dietro piena rassicurazione di ricevere domattina la retribuzione.