E’ una di quelle sere dalla quale non ti aspetti nulla di particolare.
Dopo cena si riuniscono i ragazzi del Comitato: bisogna fare il punto sugli impegni a breve scadenza.
Intanto, molto silenziosamente, passa da Pioppo un tipo strano, “portava una croce” diceva qualcuno.
I ragazzi capiscono subito di chi si tratta, corrono fuori e trovano lui: Biagio Conte.
Lo invitano ad entrare qualche minuto in sede #Orarune, lui sorride e li segue.
Fa fatica persino a camminare. Chiede dove sia la chiesa, vuole vederla e inginocchiarsi davanti ad essa. Vuole inginocchiarsi davanti ad ogni chiesa che trova lungo il suo cammino.
Tutti chiedono cosa possono fare per lui. Biagio sorride ancora e dice: “Nulla, vedervi è quello che più conta”. È in penitenza, non può mangiare.
I ragazzi lo accolgono nel migliore dei modi, lo accompagniamo dentro la stanza delle riunioni, la stanza che ha visto nascere idee, iniziative, discussioni.
Il frate è tanto contento quanto stanco, i suoi piedi sono gonfi. E’ dispiaciuto per il fratello che lo accompagnava: “Non ha potuto terminare la missione “, dice.
Comincia a parlare, senza fermarsi. Tutti i ragazzi sono a cerchio intorno a lui, i loro occhi si cercano e la meraviglia, l’emozione e la pace di quel momento si riflettono anche in loro.
In poco tempo la stanza delle riunione si riempie anche di gente del luogo.
I racconti delle sue esperienze vissute in missione, il suo viaggio a Lourdes che gli ha restituito l’uso delle gambe, il rammarico verso le istituzioni che non aiutano i meno fortunati e … la “fede”: il mondo e la vita di Biagio Conte sono tutti da scoprire. Dovevano essere due minuti e invece sono diventate due ore. Un incontro dove la solidarietà e l’impegno civile sono stati i protagonisti.
È quasi impossibile intervenire, fermarlo … per tutti è troppo bello ascoltarlo.
Sono contenti, si sentono privilegiati: non capita tutti i giorni di potersi imbattere in occhi come quelli di Fra Biagio.
Ma c’è una missione da portare avanti, il cammino deve continuare. Le gambe sono stanche, fuori è buio, ma Biagio Conte non perde mai la sua luce. Saluta con una promessa: “Ci rivedremo”.
È così che tra i punti all’ordine del giorno se ne inserisce uno nuovo: far nascere una collaborazione per aiutare i più deboli.
“Sembrava una sera come tante e, invece, ci siamo imbattuti in un portatore sano di luce, pace, amore. E dopo di ciò abbiamo sentito tutti una voglia fortissima di amare, di amare a dismisura – Grazie Fra Biagio, ieri sera con la tua testimonianza, hai portato speranza ad un gruppo di giovani che cercano di contribuire, nel loro piccolo, a cambiare qualche cosa……. Ci rivedremo!”