Lo scioglimento del CDA dell’IPAB “Greco Carlino”, che gestisce il Collegio di Maria, avvenuto con decreto assessoriale del 30 Settembre 2014, con contestuale nomina del Commissario Straordinario, Francesco Guglielmino, ha colto di sorpresa i diretti interessati. La costituzione del Consiglio di Amministrazione era avvenuta con Decreto Assessoriale n. 1467 dell’8 Agosto 2011, e per la durata di un quadriennio. La naturale scadenza quindi sarebbe dovuta avvenire ad Agosto 2015. Nel decreto, lo scioglimento si motiva con riferimento all’art. 6 comma 3 della L. R. 23.12.2000 n.30, il quale dispone che “le nomine fiduciarie demandate ai Sindaci decadono al momento della cessazione del mandato del Sindaco”.
Ed è proprio questo il punto controverso, che potrebbe essere sollevato in caso di ricorso.
“Si tratta di un evidente vizio di forma e ci sono tutti i presupposti per vincere il ricorso al TAR”, dichiara il Presidente uscente, il dott. Antonio Cangelosi.
Il CDA dell’IPAB in questione, in base all’art. 6 del suo statuto, è costituito da cinque componenti, di cui due indicati dall’Arcivescovo della Diocesi, due dal Sindaco del Comune ed uno dal Prefetto di Palermo.
I due membri del CDA in quota amministrazione, il presidente Antonio Cangelosi e l’avv. Rosaria Messina, quindi, non avrebbero ricevuto una “nomina fiduciaria” da parte del Sindaco, bensì avrebbero ricevuto una “indicazione”, confermata poi tramite Decreto Assessoriale. Stessa procedura seguita per gli altri due componenti del CDA, il Prof. Rosolino Aricò e il Prof. Vincenzo Galati, poi defunto. L’indicazione dal prefetto, invece, non è stata fatta.
“Il Sindaco precedente aveva fatto la segnalazione all’Assessorato regionale alla Famiglia, che poi ha proceduto al conferimento dell’incarico, una volta valutato i curricula e i documenti richiesti”, precisa Cangelosi.
Se non ci sono i requisiti minimi previsti dalla normativa sulle IPAB l’Assessorato rifiuta la segnalazione. E’ quanto successo ad esempio quando, alla morte del prof. Galati, venne fatta la segnalazione di un nominativo poi respinto dall’Assessorato per mancanza dei necessari requisiti.
E’ sostanzialmente sulla base di questa tesi che potrebbe essere presentato il ricorso contro la decadenza.
“Risalta inoltre come l’Assessorato non abbia avuto la stessa solerzia nello sciogliere i CDA degli altri IPAB monrealesi” chiosa Cangelosi. Il riferimento è al “Benedetto Balsamo” e all’”Opera Pia reclusorio orfane vergini Monreale” (ex Badiella), il cui CDA non è stato rimosso.
I componenti del CDA dell’IPAB “Greco Carlino”, che non hanno sciolto ancora la riserva, hanno 60 giorni di tempo, a partire dal decreto assessoriale del 30 Settembre, per decidere se ricorrere o meno al TAR.