Monreale, 3 Ottobre – Il consigliere comunale Giuseppe Romanotto (lista “Per Monreale”) ha chiesto all’amministrazione di attivarsi per cogliere l’opportunità che si presenta con il decreto legge 102/2013, che ha introdotto l’istituto della morosità incolpevole, ed un Fondo di 20 milioni di euro per l’anno 2014 e altri 20 milioni per il 2015, volti a quei Comuni con alto tasso di abitanti che hanno avviato bandi o procedure a favore di inquilini morosi incolpevoli.
“In una economia ormai in deflazione, con un tasso di disoccupazione generale al 12,3%, la perdita del posto di lavoro e la difficoltà di trovarne uno nuovo comportano, molto spesso, l’impossibilità, per le famiglie che vivono in affitto, di pagare le mensilità di locazione.
I problemi aumentano quando le mensilità non pagate diventano tante e si riceve lo sfratto per morosità.
Purtroppo anche nel nostro Comune esistono situazioni del genere e l’assessorato alla solidarietà sociale che riceve le famiglie che chiedono un aiuto per bloccare la procedura di sfratto si trova spesso nell’impossibilità di concedere un aiuto economico e le famiglie sono costrette a lasciare la casa perché lo sfratto diventa esecutivo”.
Il 14/07/2014 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 161 il testo del decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti in attuazione dell’art. 6 comma 5, del D.L. 31/08/2013 n. 102 convertito con modificazioni dalla Legge 28/10/2013 n. 124.
Si definisce moroso incolpevole quell’inquilino che, in seguito alla perdita del proprio posto di lavoro, o alla riduzione del proprio reddito, non riesce più a pagare l’affitto di casa.
Il decreto ha stabilito che le cause di morosità incolpevole sono sei, ovvero:
– perdita del posto di lavoro per licenziamento
– cassa integrazione ordinaria o straordinaria con notevole riduzione del proprio reddito
– mancato rinnovo dei contratti di lavoro a termine, o di lavori atipici
– cessazione dell’attività di libero professionista, attribuibile a causa di forza maggiore
– malattia grave o infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare, che chiaramente ha causato una riduzione notevole del reddito complessivo.
“Chi dovesse trovarsi in una di queste situazioni elencate – spiega il consigliere – potrà attingere al Fondo, rivolgendosi direttamente ai Comuni, i quali comunicheranno in un secondo momento alla Prefettura – uffici territoriali del Governo, un elenco dei richiedenti in possesso dei requisiti”.
A proposito di requisiti, ecco quelli richiesti per l’accesso al fondo:
– essere titolari del contratto di locazione ad uso abitativo regolarmente registrato
– essere residenti in un alloggio oggetto di procedure di rilascio da almeno un anno
– rispettare i parametri ISE/ISEE previsti dal decreto, ovvero 35.000 euro per ISE, 26.000 euro per ISEE
– essere cittadini italiani o europei
– possedere il regolare titolo di soggiorno se cittadini non appartenenti all’Unione Europea
– aver ricevuto atti di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per la convalida.
Esistono, tuttavia, dei titoli preferenziali per l’avanzamento in graduatoria, come:
– la presenza all’interno del nucleo familiare di un componente che sia ultrasettantenne e/o minore;
– la presenza in famiglia di un invalido per almeno il 67% o in carico ai servizi sociali o alle competenti aziende sanitarie locali per l’attuazione di un progetto assistenziale individuale.
“Tale contributo di euro 8.000 verrà concesso dai Comuni – spiega Romanotto – dopo aver verificato i requisiti, e soprattutto che il richiedente, e/o un componente del nucleo familiare, non sia titolare di un diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione nella provincia di residenza di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare”.