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Nomina dell’avvocato Scialdone, i dubbi del consigliere Guzzo

Lo scorso 25 luglio, in seguito alla cartella esattoriale di 516 mila euro notificata al Comune di Monreale per atti non pagati, la giunta Capizzi si è riunita per vedere come evitare questo ulteriore esborso di denaro in grado di mettere ancora più in crisi le casse comunali. La soluzione sembra essere stata individuata nella nomina, dall’elenco dei legali del Comune, dell’avvocato Enrico Scialdone, incaricato di impugnare l’avviso di pagamento e di rappresentare l’ente nel consequenziale procedimento. Nonostante l’esaurimento delle somme previste nel capitolo di spesa relativo a “liti, arbitraggi, ecc..”, le prestazioni del suddetto avvocato saranno pagate poco più di 25 mila euro (vedi delibera).

Oggi però è il consigliere comunale Giuseppe Guzzo (capogruppo di CambiAmo Monreale) ad interrogarsi sul criterio di nomina del legale: “vista la gestione poco trasparente dell’ufficio legale del Comune da parte delle passate amministrazioni e in virtù del tanto evocato ‘cambio di logica’, chiedo al nuovo sindaco quale siano stati i criteri di nomina dell’avvocato Scialdone. Sono prima stati contattati diversi professionisti oppure si è proceduto alla sua nomina diretta?“.

Un interrogativo, quello del consigliere, che non è certo posto a caso. L’avvocato Enrico Scialdone infatti “risulta essere il nipote (figlio della sorella) del consigliere comunale più discusso di questa consiliatura: il capogruppo di Alternativa Civica, Toti Gullo”.
“Spero che il sindaco e la sua giunta, formata da chi negli anni passati ha messo tra i primi punti del programma di governo la rivoluzione dell’ufficio legale comunale e non, riescano a dare una spiegazione di tutto ciò alla città e magari dimostrare che mi sbaglio. Sarebbe gravissimo constatare – conclude – che, nonostante gli affannosi tentativi di tenere ‘nascosta’ in campagna elettorale la figura dell’ex sindaco Gullo, quest’ultimo sia sempre più determinante nelle scelta della nuova (si fa per dire) Amministrazione comunale”.

Lapidaria la risposta del consigliere Toti Gullo: ”L’avvocato Scialdone era avvocato del Comune ai tempi di Di Matteo, evidentemente non per motivi di parentela con me. Penso che sia normale che gli uffici scelgano una continuità nell’ambito legale”.

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