È strana la realtà, è strano pensare che ne esista solo una, la nostra, escludendo a priori tutte le altre, e sono tante.
È strano come una stessa situazione vista da occhi diversi, seppur nello stesso momento, porti a conclusioni e a pensieri troppo distanti tra loro, spesso opposti e contrastanti.
Ho conosciuto uno strano tipo che non riesco a togliermi dalla testa; stavo bevendo una birra con un amico quando un campagnolo con un grande cappello di paglia e dei sandali di legno fatti a mano ci racconta di sé, del fatto che sta passando da lì per caso e va di fretta verso casa, il suo rifugio lontano e protetto da tutto e da tutti.
È la società che non va, dice lui, perché ci costringe a viverci dentro sottomessi a meccanismi e regole che non dovrebbero riguardarci perché gli uomini nascono liberi; ma noi non lo capiamo e lavoriamo tutti i giorni, con i soldi guadagnati compriamo da mangiare e con le energie acquisite possiamo tornare a lavorare.
È un ciclo infernale e ci siamo completamente dentro, tutti quanti.
Lui lavora la terra e da quella trae il nutrimento, si ciba di ciò che è naturale offertogli dall’unica divinità che conosce, Madre Natura; si tiene alla larga dal cemento delle città, cammina per i campi perché l’asfalto lo disturba, non compra nei negozi ma produce tutto con le sue mani, non mangia gli animali perché ha capito che per vivere non è necessario spargere lacrime e sangue, è felice perché non è corrotto.
Mentre ascoltavamo affascinati e incuriositi, il mio amico un po’ si infastidiva, pensava infatti che persone del genere buttano via il percorso di crescita e sviluppo degli uomini, i passi avanti fatti lentamente e con fatica, lo definisce strambo e disadattato e rimane un po’ perplesso.
Io penso il contrario, penso che quest’uomo è avanti perchè è libero e umano come pochi, perché si trova al posto giusto e, mentre gli altri lo considerano folle, è stupefacente la lucidità con la quale spiega che mentre i pazzi popolano liberamente il mondo, lui ha deciso che mai prenderà parte a questo delirio.
ORTAGGI ALLA PAPRIKA
Ingredienti:
3 patate
3 zucchine
4 carote
1 cipolla
Piselli
1 panetto di tofu
Pangrattato
Peperoncino – aglio – prezzemolo
Olio – sale
Paprika
Tagliate tutti gli ortaggi a tocchetti e metteteli dentro una teglia, ricopriteli di aromi e versate sopra un po’ d’olio e una bella spolverata di pangrattato; coprite la teglia con la carta stagnola e infornate a 180° per 40 minuti circa.
Ora scoprite la teglia e sistemate sopra gli ortaggi il tofu tagliato a fette; rimettete in forno finchè il tofu sarà cotto, cioè più morbido e colorato.
Fatto ciò, tirate la teglia fuori dal forno e gustate i prodotti naturali della nostra terra.