Continua a rimanere al centro della querelle politica monrealese la questione della nomina dei 144 scrutatori da parte della commissione elettorale (VEDI ARTICOLO). Questa volta è il sindaco Filippo Di Matteo che replica all’architetto Natale Sabella, nonché candidato sindaco, e a Tonino Russo, che pochi giorni fa avevano preso di mira il primo cittadino.
“L’architetto Sabella, – dichiara Di Matteo – parlando della poca trasparenza della mia amministrazione (VEDI ARTICOLO), sicuramente la confonde con quella di cui lui ha fatto parte. Sia io che il mio segretario generale abbiamo chiarito i termini legali della questione negli articoli precedentemente pubblicati da questa redazione (VEDI ARTICOLO). Invito pertanto l’arch. Sabella a documentarsi sui fatti prima di esprimere giudizi che hanno come unico scopo quello di ottenere qualche attimo di notorietà”.
“Per quanto attiene – continua Di Matteo – le affermazioni del FU Onorevole Tonino Russo, gli ricordo che sotto la mia amministrazione non è avvenuto alcun fatto vergognoso e che per trovare qualche fatto o atto amministrativo che provochi vergogna dobbiamo tornare al 2004-2009. In quel periodo il PD governava la città, esprimendo il vicesindaco e numerosi assessori e proprio allora si è assistito all’assunzione di personale “ATO” per chiamata diretta, alla mancata consegna di aree per la realizzazione del parcheggio “CIRBA”, alla nomina della moglie dell’ex Sindaco Gullo a presidente dell’ “ATO”, a clientelari votazioni di delibere consiliari, alla cessione e al riacquisto della caserma dei carabinieri, alla nomina di diversi consulenti che hanno inciso per centinaia di migliaia di euro sul nostro bilancio.
Sono questi gli atti di cui i monrealesi si vergognano”.