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“Caro sindaco Di Matteo, Monreale aderisce o no al Patto dei Sindaci?”

Il Movimento, che vuole candidato a sindaco Natale Sabella, ricorda che una delibera del Consiglio comunale del mese di settembre dava il via libera all’iniziativa, ma che dopo quella data più nulla è trapelato.

“L’adesione al Patto obbligherebbe la nostra amministrazione a ottemperare a una serie di obblighi in merito all’abbattimento delle emissioni inquinanti entro il 2020, cosa che determinerebbe un indiscutibile miglioramento delle condizioni di vivibilità nel nostro paese” ricorda. 
Il Movimento si chiede dunque cosa impedisca al Sindaco di aderire al Patto.
“Ci sono oggettive difficoltà determinate dalla totale incompetenza dei nostri amministratori, attuali ma anche i vecchi. Infatti, il Patto dei Sindaci consentirebbe di utilizzare risorse poderose per effettuare interventi di efficienza energetica su tutti gli edifici comunali; consentirebbe di creare impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, col contestuale abbandono delle tradizionali produzioni legate a combustibili inquinanti; consentirebbe un completo ammodernamento del parco mezzi del comune, per esempio grazie all’acquisto di veicoli elettrici o al più ibridi; consentirebbe una rivoluzione nella mobilità pubblica, visto che sono previsti finanziamenti per l’acquisto di pullman elettici, che potrebbero essere utilizzati da una municipalizzata monrealese che si occupi di trasporto urbano. E si potrebbe fare tanto altro”.

E sembra che Monreale Futura sia disponibile alla collaborazione, infatti:
“Si tratta semplicemente dell’invio di un modulo che, se il sindaco lo desidera, potremmo anche noi di Monreale Futura fornirgli, anche già compilato (resterebbe da firmare e inviare la PEC)”.
E continua analizzando: 
“Se è vero che l’adesione al Patto dei Sindaci non è ancora stata fatta, la ragione sarà senz’altro che nessuno dei nostri politici sa come funzionino i meccanismi del Patto. La testimonianza sta già nel piano delle opere triennali che il Consiglio comunale ha già deliberato lo scorso anno, ma all’interno del documento non c’è alcun riferimento a eventuali interventi di efficienza energetica negli edifici del comune. E se non ci sono nel documento i progetti inerenti gli interventi di efficienza energetica, allora non è possibile chiedere finanziamenti o contributi alla Comunità europea. Quale sarà la ragione di questa incongruenza? Deduciamo, appunto, che nessuno sappia quali siano le possibilità di finanziamento a cui consentirebbe di accedere il Patto. Nel piano triennale c’è solo un riferimento alla realizzazione di impianti fotovoltaici sugli edifici del comune, ma dalla descrizione del progetto si evince la confusione che si fa tra impianti fotovoltaici e impianti solari termici: in pratica, questo progetto, così come è formulato, non serve a niente. 

E ricordando che, nell’incontro con la cittadinanza presso Villa Savoia di Domenica 16 marzo sui Fondi Comunitari, è stata segnalata la necessità di realizzare quegli impianti fotovoltaici che consentirebbero ai cittadini di risparmiare 1.000.000 di euro all’anno in bollette elettriche, continua: 
“C’è sicuramente un’altra ragione che induce il sindaco a tergiversare: le responsabilità che dovrebbe assumersi sarebbero notevoli e questa classe politica ha già dimostrato di non volersi impegnare a fondo per risolvere i problemi della gente. Vorremmo comunque tranquillizzarlo, visto che non sarebbe lui a doversene occupare nel corso della prossima legislatura. Infatti, gli chiediamo soltanto che inoltri il modulo di adesione al fine di avviare l’iter procedurale in tempi brevi. Poi sarà la successiva amministrazione a occuparsi del resto.
Se l’amministrazione avesse in mente di far aderire il nostro comune al Patto dei Sindaci, il piano delle opere triennali dovrebbe essere cestinato e rielaborato integralmente, a meno che all’interno dei progetti non siano previsti interventi specifici di efficienza energetica”.
E avendo chiara la procedura, il Movimento incalza, rendendo espliciti i vari passaggi. 

Gli interventi da implementare riguarderebbero, sia l’efficienza energetica degli edifici che la realizzazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili, la rivoluzione della mobilità urbana, il rinnovo completo del parco macchine, la realizzazione della conduttura fognaria di Pioppo, la realizzazione della conduttura fognaria di Giacalone-Pezzingoli, la realizzazione della conduttura fognaria di San Martino delle Scale e così via”.
E conclude: “Il sindaco sta perdendo tempo.
Di Matteo ci dica chiaramente cosa intende fare, o ci sorprenda esibendo la ricevuta dell’inoltro della domanda di adesione”.

Per leggere il testo integrale collegarsi a:
http://movimentomonrealefutura.wordpress.com/…/lettera…/

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