Monreale, 25 Gennaio. In risposta alle dichiarazioni del consigliere comunale Massimiliano Lo Biondo, per meglio chiarire ai cittadini di Monreale cosa avverrà con il passaggio dall’Ato alla gestione Srr-Aro, il Sindaco di Monreale, avv. Filippo Di Matteo, ha convocato stamane un incontro con la stampa.
Nelle parole del Sindaco, la lettera aperta di Lo Biondo crea una inutile confusione fra Ato, Aro ed Srr, alludendo inoltre ad una presunta fretta della giunta nella presentazione della delibera riguardo l’approvazione della nuova Aro da parte del consiglio comunale.
Detta fretta, in realtà, non è negli intenti dell’amministrazione, che ha presentato la delibera solo a seguito dell’espletamento delle procedure necessarie alla sua formulazione da parte degli uffici competenti.
Ma andiamo con ordine, tentando di ricostruire la storia della nascita delle nuove società di gestione dei rifiuti e dei compiti che dovranno assolvere, così come è stato esposto dallo stesso Di Matteo.
Ad oggi il Comune di Monreale fa parte dell’Ato Palermo 2, in liquidazione entro il 30 Aprile 2014. La decisione riguardo la creazione delle “Società regolamentazione rifiuti” (Srr) e degli “Ambiti di raccolta ottimale” (Aro), è stata presa dalla regione Sicilia con la legge 9/2010, promulgata in data 8 Aprile 2010, che ha per oggetto la “disciplina della gestione integrata dei rifiuti”.
La legge, contestualmente, definisce le caratteristiche dei due nuovi enti.
Le Srr, in cui sono raggruppati svariati comuni (la Srr Palermo Ovest, che è quella di cui fa parte Monreale, conta al suo interno 26 Comuni), non dovranno occuparsi di spazzamento e raccolta dei rifiuti, bensì avranno come compito il coordinamento dell’azione dei vari Aro e le decisioni riguardanti i centri di conferimento dei rifiuti.
Gli Aro, invece, sono riferiti ad ogni Comune o associazione di comuni (con un minimo di 5.000 abitanti); dentro ogni Srr saranno presenti diversi Aro (nella Srr Palermo Ovest, ad esempio, è prevista la creazione di circa 10 Aro), che si occuperanno di gestire e dare in affidamento ad aziende private, tramite gara d’appalto, lo spazzamento e la raccolta dei rifiuti; di loro competenza saranno, inoltre, la determinazione del piano industriale e le decisioni riguardo le forme di attuazione della raccolta differenziata nel territorio di riferimento.
In questo modo, incidentalmente, verrà a cadere anche la necessità di ricorrere ai cosiddetti “noli a caldo” per la raccolta dei rifiuti: saranno le società private a doversi occupare della raccolta stessa, attenendosi al bando della gara d’appalto.
Diversi comuni hanno già costituito gli Aro (ad esempio quello di “Valle del Sosio”, già approvato con decreto regionale), quindi attualmente la Srr Pa Ovest, di cui Di Matteo è presidente, svolge già le sue funzioni.
Il Sindaco ha poi voluto sottolineare il danno che deriverebbe al Comune di Monreale dalla mancata creazione di un proprio Aro:
“Non approvare l’Aro creerebbe un grave danno alla città in quanto la raccolta dei rifiuti può passare nelle mani del Comune, solo con l’approvazione dell’Aro.
Per cui invito tutti i consiglieri comunali ad approvare la proposta di costituzione dell’Aro della Città di Monreale.
La mancata approvazione di questa delibera non ci farebbe uscire dall’Ato, mentre l’uscita dell’Ato comporterà una diminuzione almeno del 30% del costo della raccolta rifiuti. Questo è testimoniato anche dai piani presentati dalle Aro già costituite.”
Nello specifico, senza la creazione dell’ambito di raccolta ottimale, la gestione rifiuti nel nostro Comune rimarrebbe all’Ato fino alla cessazione della sua attività, per poi passare direttamente alla Srr, togliendo ogni capacità d’intervento, controllo e proposta al Comune stesso.
Sul piano occupazionale, nessuna preoccupazione per gli operai che attualmente lavorano negli Ato, perché verranno, per legge, assunti dalle società private che di volta in volta vinceranno le gare d’appalto. Gli impiegati amministrativi saranno invece ripartiti fra le società Srr ed i nascenti Aro. Ove si verificassero degli esuberi, e solo in tale eventualità, sarà la regione stessa, che ha deciso la soppressione degli Ato, a provvedere alla loro occupazione, attraverso la stesura di un bando unico dedicato.
Ed ancora, su questo tema, Di Matteo ritorna sulle critiche mosse da Lo Biondo, in particolar modo riguardo l’annunciata assunzione di 11 tecnici nella Srr Palermo Ovest.
Il suo annuncio, sottolinea il Sindaco, fa riferimento ad alcune figure professionali che dovranno gestire ed operare all’interno del centro di compostaggio di Bisacquino. Tale inserimento, però non è una novità, e non può essere visto come un ritorno a pratiche di gestione tristemente note: sono infatti, figure professionali richieste già da 4 anni e che sono necessarie al funzionamento dello stesso centro per il compostaggio. Priorità assoluta verrà data ai dipendenti Ato.
A riprova del cambiamento in atto nella gestione non solo dei rifiuti, ma anche delle risorse umane che operano nel settore, il Sindaco ha poi sottolineato come le Srr non potranno assumere personale esterno a quello già operante all’interno dell’Ato.
In ultimo, Di Matteo ha risposto ad alcune questioni riguardanti l’attuale condizione dell’Ato Pa 2, quali ad esempio il debito di 7 milioni di euro (derivanti da conteggi effettuati dall’Ato stesso, non approvati dal Comune) vantato da essa nei confronti del Comune, che verrà sanato da un’anticipazione regionale che Monreale dovrà restituire, attraverso ritenute sui versamenti regionali, in 20 anni.
Infine ha chiarito come, attualmente, le somme pagate all’Ato sono necessarie affinché la stessa garantisca il servizio di raccolta dei rifiuti: nonostante l’ultimo bilancio approvato risalga al 2009, le somme sono state corrisposte perché vengano pagati i dipendenti, gli operatori e le spese per garantire il funzionamento dei mezzi.
“Se noi non paghiamo i dipendenti, chi raccoglie i rifiuti?”