“Pronto” soccorso

Il sistema emergenza-urgenza siciliano è coordinato da 4 centrali operative presenti su tutto il territorio regionale. Nel caso di Palermo, il bacino di utenza comprende anche la provincia di Trapani e si concretizza in 65 postazioni: un territorio che si espande per 7500 km2 e che ha un bacino di utenza di circa 1milione e 600.000 abitanti!

Dopo la chiamata al 118 segue l’arrivo del primo mezzo disponibile. Molto spesso i primi ad arrivare sono i MSB (mezzi di soccorso di base) con 2 autisti. Sono operatori addestrati per un primo soccorso, a cui è stato dato il compito di valutare i parametri vitali, trasporto pazienti e, qualora ci fossero le condizioni, di iniziare la rianimazione cardiopolmonare e/o usare il defibrillatore. Per i casi moderati è necessario un MSI (mezzo di soccorso intermedio) dotato di un infermiere e 2 soccorritori; qui l’infermiere ha piena autonomia di gestione infermieristica, garantisce la stabilizzazione dei parametri e rende sicuro l’accesso in ospedale. Se il caso clinico è grave, arriva un MSA (mezzo di soccorso avanzato) composto da medico, infermiere e autista. C’è anche la presenza di un’ auto medica – con medico, infermiere e autista – che interviene in soccorso dei mezzi sopracitati. 

Spesso, all’arrivo degli operatori, questi vengono investiti da critiche e accusati di ritardo, negligenza, incapacità non considerando che questi ultimi sono loro stessi vittime di un sistema sanitario regionale inefficiente. 
I semplici soccorritori si trovano impotenti di fronte a familiari che richiedono mansioni a loro del tutto estranee e per le quali non sono autorizzati; questi necessitano infatti dell’ausilio di infermieri al fine di poter stabilizzare il paziente e poterlo trasportare nel minor tempo possibile, ma le postazioni con questa figura professionale sono meno della metà, rispetto a ciò che serve, in tutto il territorio. 

Tuttavia, gli infermieri del 118 sono impiegati a tempo indeterminato nelle strutture pubbliche locali e oltre ai loro turni si rendono disponibili al servizio regionale, questo non permette di avere quindi infermieri specializzati e presenti costantemente nel territorio. Altro fattore fondamentale è che per tutto il territorio di Palermo il sistema di emergenza fornisce la presenza di soli 3 rianimatori per turno.

Per tutti questi motivi “logistici”, è indispensabile educare gli utenti ad un giusto uso del servizio del 118. Bisogna non intenderlo come un servizio di cura, di assistenza, di trasporto e imparare a gestire una chiamata di emergenza. E’ importante quindi: non farsi prendere dal panico; essere chiari e fornire delle informazioni fondamentali come nome, cognome, via; spiegare bene l’accaduto; comunicare le condizioni della persona coinvolta e infine comunicare situazioni particolari (bambino, donna incinta, malattie pregresse). Detto questo, bisogna affidarsi al buon senso e distinguere un disservizio reale e presunto, casi clinici urgenti e accettare l’amara costatazione della mortalità umana.


Cangemi Maria (dott.ssa in Infermieristica)

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