Ieri sera i cittadini monrealesi presenti in aula consiliare hanno avuto l’opportunità di conoscere i tre candidati delle Primarie del PD del 13 ottobre.
Ma se l’intenzione era di scoprire tra loro il più bravo e competente nel trovare soluzioni alle complesse questioni del nostro territorio, sono rimasti delusi.
Durante la loro presentazione, Di Salvo, Leto e Lo Biondo si sono limitati ad elencare, attraverso un’attenta disamina, le problematiche del paese, già arcinote ai cittadini. Buchi di bilancio, rifiuti, scuola, turismo. Ognuno ha mostrato buona padronanza a tenere il microfono, hanno adottato un linguaggio politically correct, non oscurando la competenza degli altri candidati ma, al contrario, amplificando il gioco di squadra.
Chi è stato il più bravo? Difficile dare un giudizio. Se in alcuni casi ha prevalso la maggiore capacità comunicativa, in altri la novità e il linguaggio genuino o ancora l’attitudine all’analisi e alla sintesi.
La manifestazione pubblica si è rivelata una vetrina per il partito e per i candidati, ma rivolta solamente a poco più degli addetti ai lavori. Tra i presenti, poco più di un centinaio all’inizio del dibattito, i numerosi attivisti e militanti del PD, amici e familiari dei candidati, la stampa monrealese. Veramente pochi i cittadini interessati a scoprire chi, tra Di Salvo, Leto e Lo Biondo, disponesse di quella marcia in più necessaria a sanare un paese disastrato.
Se lo scopo era di fare parlare dell’evento, nel bene o nel male, l’obiettivo è stato certamente centrato.
Anche le domande dei giornalisti, talvolta troppo tiepide, e comunque, da regolamento, senza possibilità di replica, sono state abilmente dribblate.
Attendiamo un nuovo confronto per vederli entrare nel merito delle questioni irrisolte e per consentire al popolo della sinistra monrealese di avere parametri di valutazione sufficienti ad arrivare il 13 ottobre alle urne con le idee chiare.