IL MISTERO DI SALVATORE GIULIANO, E’ SUO IL CORPO SEPPELLITO A MONTELEPRE

La procura di Palermo il 28 ottobre 2010 era stata chiamata a far luce sull’identità del cadavere che si riteneva fosse un sosia dopo le perplessità sollevate dagli storici Giuseppe Casarrubea e Mario J. Cereghino.

sg-luglio-1950-20-640x480E’ arrivata oggi l’archiviazione, da parte del Gip Castiglia, dell’indagine nata dall’ipotesi di un presunto omicidio di un sosia del bandito Giuliano formulata dal procuratore aggiunto Antonio Ingroia.

La Procura di Palermo, in particolare, era stata chiamata a chiarire una volta per tutte il dubbio che il cadavere di Giuliano ritrovato a Castelvetrano, non fosse lo stesso di quello fotografato nell’obitorio del cimitero di Castelvetrano (in foto).

 

L’esame del Dna sul cadavere di Salvatore Giuliano, riesumato dal cimitero di Montelepre, aveva dato un tasso di attendibilità superiore al 90% essendo stato comparato con quello del nipote Giuseppe Sciortino chiarendo ogni possibile dubbio sull’identità delle spoglie.

Salvatore Giuliano, che operava prevalentemente nei territori tra Monreale e Montelepre, morì ufficialmente in una sparatoria con i carabinieri del “Comando forze repressione banditismo”, a Castelvetrano il 5 luglio 1950, dove era andato per imbarcarsi in un sommergibile USA con lo scopo di fuggire negli Stati Uniti.

Con questa notizia quindi cadono molte leggende legate al bandito “gentiluomo” Salvatore Giuliano che raccontano di una fuga negli Stati Uniti d’America e di due viaggi in Sicilia prima di morire ottantenne solo pochi anni fa. Esistono almeno cinque versioni sulla morte di Giuliano e , come apprendiamo da salvatoregiuliano.org, nel 1974 la commissione antimafia ha secretato tutti gli atti relativi alla sua morte fino all’anno 2026.

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