Costi di gestione troppo elevati ma soprattutto una annata scarsa. Due buoni motivi che stanno spingendo alcuni frantoi del palermitano a non aprire.
I motori elettrici degli impianti di molitura sono particolarmente energivori, e l’aumento del costo dell’energia elettrica ha fatto lievitare sensibilmente i costi della bolletta.
“Non possiamo scaricare l’aumento del costo interamente sui produttori”, spiegano alcuni gestori di frantoi. “Se ci fosse stata un’annata buona la quantità di olive molite avrebbe aiutato a coprire i costi, ma le previsioni ci dicono che sarà un’annata scarsa”.
Secondo gli addetti ai lavori nel palermitano la produzione potrebbe essere addirittura inferiore al 50% rispetto alla media degli anni precedenti.
“E poi ci sono i costi nascosti, che il consumatore non conosce – spiega un gestore -. Prima di aprire l’impianto ai clienti devo metterlo in funzione per una decina di giorni, e questa operazione comporta già delle spese significative, come quella più evidente del personale. Poi ci sono quelli da sostenere per lo smaltimento delle acque di vegetazione (le acque reflue derivanti dalla lavorazione dell’olio di oliva, ndr), cioè quelli del terreno in affitto, del trasporto delle acque, dell’analisi geologica del terreno stesso”.
Costi che dovrebbero essere ammortizzati qualora ci fosse una buona produzione di olive. Ma se l’impianto deve invece lavorare a singhiozzo, a giorni alterni, ecco che il rischio per l’imprenditore è di lavorare in perdita. A tal punto che alcuni frantoi, come quello Ferreri di Monreale, per quest’anno hanno preso la difficile decisione di rimanere chiusi.
I produttori si troveranno a sostenere costi di molitura maggiorati, a fronte di una scarsa produzione di materia prima. Inevitabilmente il prezzo dell’olio lieviterà rispetto all’anno precedente. Previsti prezzi non inferiori a 9/10 € al litro nel palermitano. Diversa la situazione in altre province della Sicilia, dove invece la raccolta delle olive, già in corso, non ha visto un forte decremento, e dove molte famiglie proveranno a rifornirsi per la scorta annuale dell’oro verde.
2022 annata nera per la produzione dell’olio extravergine, previsti prezzi non inferiori a 9/10 € al litro