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MONREALE – Con una pec indirizzata al comune di Monreale e alla Protezione civile della regione siciliana una decina di residenti di Monreale, abitanti nella contrada di Poggio San Francesco, hanno lanciato un allarme. La paura è che sopra le loro teste possano cadere migliaia di metri cubi di terra e di fango, trascinati giù dalle piogge.
L’incendio avvenuto a luglio 2021, partito da Piana degli Albanesi e propagatosi nella mattinata sulla Pizzuta, aveva raggiunto le aree sottostanti la Riserva Boschiva di Poggio San Francesco procurando enormi danni alla vegetazione e ad alcune abitazioni.
Quest’anno, ad agosto, un altro incendio di enormi dimensioni, sprigionatosi intorno a Portella della Paglia, aveva raggiunto altre abitazioni. Una volta spente le fiamme lo spettacolo che si è presentato è stato desolante, grandissima parte degli alberi di grande fusto sono stati completamente o in gran parte bruciati.
Successivamente gli operai forestali hanno quotidianamente lavorato per il taglio di moltissimi alberi nella zona antistante l’area ex Cava. Hanno poi portato via la legna tagliata e bruciato poi gli arbusti. Operazioni continuate di recente e non ancora ultimate.
Ma adesso i residenti hanno paura, anche alla luce di quanto è avvenuto ad Ischia, e hanno lanciato l’allarme alle istituzioni. Nell’area sottostante il bosco devastato vi sono numerose abitazioni, alcune edificate in zone scoscese, che, vista l’assenza ormai di robusta vegetazione, potrebbero essere soggette a frane.
Badagliacca Antonino, Francesco Macchiarella, Camarda Caterina, Di Paola Dott. Pierfabio, Siddiolo Cristina, Bega Valerio, Guarneri Maria Grazia, Di Carlo Paolo, Geraci Gianni, Mazzola Adelaide, Cottone Leonardo hanno scritto al comune e alla protezione civile regionale per chiedere quali interventi siano stati programmati per mettere l’area in sicurezza, e hanno preannunciato che, in caso di assenza di risposte celeri e concrete da parte delle istituzioni, non attenderanno oltre e si rivolgeranno a professionisti esperti del settore per avere ragguagli tecnici sui rimedi da adottare.
“Perché questo è il momento degli interventi immediati – spiegano -, ci sarà poi il tempo, in caso di inadempienze, di valutare eventuali responsabilità”
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