“La situazione che stiamo vivendo altro non è che una bomba sociale che potrebbe causare effetti disastrosi ai vari comparti della società civile, ai cittadini, alle imprese oltre che la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro e il fiorire (o il rifiorire) di organizzazioni malavitose come la mafia”.
A parlare è Pippo Glorioso, presidente della CNA di Palermo, che ai nostri microfoni ha espresso la sua grande preoccupazione per il futuro della nostra società a causa del caro energia.
“Siamo stati in tutti i Comuni della provincia di Palermo organizzando incontri e confronti con il mondo dell’artigianato, della piccola e media impresa, del commercio, dell’industria e con i vertici delle amministrazioni locali. Qualche giorno fa, per citarne alcune, abbiamo tenuto un’assemblea a Piana degli Albanesi con il Sindaco locale, il Sindaco di Santa Cristina Gela e il primo cittadino di Altofonte alla presenza di 180 intervenuti, o, ancora, qualche giorno prima a Lercara Friddi con il suo Sindaco oltre ai primi cittadini dei paesi di Vicari, Palazzo Adriano e Prizzi, anche lì con una presenza importante di cittadini preoccupati e indignati per quello che stiamo vivendo e per il futuro incerto che ci aspetta.
Non c’è posto dove non si registri una grande sensibilità da parte di cittadini e amministrazione locale rispetto al tema caro bollette che, ahimè, sta mettendo in ginocchio un’intera economia coinvolgendo pesantemente le imprese, l’artigianato, il commercio, l’industria, l’agricoltura ma anche e soprattutto le famiglie e i pensionati, tra le fasce più deboli della società”.
Una vera e propria bomba sociale, per usare le parole di Glorioso, pronta a causare disastrose conseguenze e ad alimentare le frange malavitose che si preparano a sostituirsi ad un’economia sana fatta di imprese produttrici di benessere.
“Le organizzazioni criminali come la mafia non aspettano altro che approfittare della situazione per imporre la loro economia distorta utilizzando le grandi somme a loro disposizione e per sostituirsi alle imprese sane – continua Glorioso -. È davvero un momento drammatico per tutti. Basti come esempio il caso che ho seguito grazie ad un’iniziativa di SkyTg24 riguardante un’importante azienda del settore della meccanica di precisione con un grande impianto fotovoltaico che produce costantemente 96 kw di energia. Pensate che nell’agosto del 2021 le loro spese energetiche ammontavano a 2.500 euro, ebbene, nell’agosto del 2022, a distanza di appena un anno, le stesse spese sono lievitate a ben 18.980 euro, con un aumento di quasi il 700%! Un problema molto più che serio che rischia di mettere a repentaglio innumerevoli posti di lavoro minando dunque la stabilità delle famiglie. Anche per l’agricoltura le cose non sono affatto messe bene. Il gasolio agricolo, che prima costava 0,75 euro al litro adesso è arrivato a 1,50 euro, ed essendo nella fase di semina si intuisce come questo incremento possa ripercuotersi a cascata sul prezzo dell’ortofrutta e ancora dei prodotti finiti, a cominciare da pane e pasta. E a pagare i conti di tutto ciò è il consumatore finale, già fortemente appesantito dall’inflazione che, allo stato attuale delle cose, si attesta nell’ordine del 8,9%. Pensate che organizzazioni internazionali come l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) parlano già di fase di recessione che, insieme all’inflazione galoppante di cui parlavo prima, giorno dopo giorno creano grandi scompensi economici e sul potere d’acquisto dei cittadini. Come può un pensionato che percepisce una pensione minima di 660 euro al mese provvedere al suo sostentamento e riscaldarsi durante l’inverno? Come può una famiglia media andare avanti sostenendo anche i figli negli studi? Dove vogliamo che arrivi la nostra società? Che futuro vogliamo lasciare in eredità ai nostri figli? Ecco cosa intendo quando parlo di bomba sociale”.
Il Presidente provinciale parla poi delle possibili soluzioni al problema, a breve e a lungo termine basate soprattutto sulle energie rinnovabili, sull’intesa europea e sulle nuove tecnologie rappresentate dal nucleare.
“Innanzitutto è fondamentale arginare le speculazioni legate all’energia mettendo un limite agli spaventosi extraprofitti delle mega-aziende del settore calmierando così i costi e regalando una boccata d’aria ai 4 milioni e mezzo di cittadini che non possono permettersi di pagare le bollette. Poi bisogna disegnare e mettere in pratica un ‘Piano Marshall’ in Italia che agevoli l’installazione di strumenti di energia rinnovabile e che possa in termini concreti far decollare impianti energetici eolici o solari in tempi non biblici.
Un piano snello e immediato che possa eliminare la nostra dipendenza dagli altri paesi e che snellisca la attuale burocrazia lenta e macchinosa, e che miri a creare quelle comunità energetiche che porterebbero ad eliminare finalmente la nostra ‘schiavitù’ energetica. Ed infine, dovremmo iniziare a ragionare sulla possibilità di adottare anche in Italia, indipendentemente dalle varie ideologie, le centrali nucleari di ultima generazione. Perché, signori, pensate che non ospitandole in territorio nazionale siamo al riparo da ogni rischio? Come è noto, la Francia ospita ben 19 centrali nucleari, alcune delle quali appena al di là del confine. Condividendone dunque il rischio con i paesi limitrofi, tra cui l’Italia. Ce ne accolliamo i rischi così, ma non godiamo dei benefici. Non proprio intelligente, no? E poi, c’è da sottolineare come la tecnologia nucleare sia ormai estremamente avanzata e sicura”.
Da un lato la protesta, dunque, dall’altro le proposte: “C’è una grande sensibilità da parte dei Sindaci del nostro territorio che scenderanno in piazza in varie occasioni in prima fila con le rappresentanze dell’artigianato, del commercio, della piccola e media impresa, dell’industria e dell’agricoltura per portare avanti il grido di dolore e il grande dramma delle nostre comunità. Prossimo appuntamento lunedì 7 novembre alle ore 10 in piazza Croci, a Palermo, con lo slogan ‘chiudiamo oggi per riaprire domani’”.