Ormai le aggressioni negli ospedali siciliani ai danni del personale sanitario e delle guardie giurate stanno diventando all’ordine del giorno. L’ultimo caso si è verificato a Villa Sofia, nella mattinata di ieri, quando un uomo ha aggredito la guardia giurata per andare dal cugino in area di emergenza. L’uomo, Pasquale C. di 20 anni, è stato arrestato dai carabinieri intervenuti sul posto.
Sulla questione interviene il Dott. Antonio Castronovo psicologo psicoterapeuta monrealese. “Negli ospedali hanno dimezzato il personale. Di conseguenza il personale in servizio non può garantire il funzionamento di ogni ospedale perché il rapporto operatore pazienti è sproporzionato. Ci sono pure operatori che non sempre fanno il proprio dovere. Quando poi spettano le ferie o le malattie il personale rimasto fa acrobazie per cercare in modo fittizio di fare funzionare i reparti e in ospedale gli infermieri sono costretti a fare turni di 12 ore. I familiari che chiedono assistenza per i propri familiari chiaramente notano che l’ospedale non può soddisfare le cure e l’assistenza del singolo paziente. È per questo che gli operatori preferiscono non avere familiari dei pazienti dentro i reparti. Gli ospedali funzionano in equilibrio precario e un paziente alla fine non riceve la giusta cura e la giusta assistenza. Così si verificano le aggressioni agli operatori che lavorano”.
Per Antonino Amato, Presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo, “per fermare l’escalation di violenza negli ospedali va fatta partire subito una task force con Ordine Medici, Infermieri, Professioni Sanitarie, Prefetture e Regione Siciliana”.
Amato ha lanciato un appello al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. “Ogni giorno negli ospedali siciliani si registra un episodio di violenza ai danni di medici, infermieri e operatori sanitari. Non si può continuare a guardare, a rischio c’è la salute di tutti, di chi è in prima linea nei nosocomi dell’isola e di chi non può usufruire di un’adeguata assistenza per la bestialità di altri”.
“Questa preoccupante escalation va subito fermata, non possiamo attendere i tempi della politica e della burocrazia – continua Amato – è necessario agire adesso. Vanno pianificati e attuati immediatamente piani di prevenzione e di contenimento di questo fenomeno con corsi di formazione per il personale da un lato e con il rafforzamento delle misure di sicurezza dall’altro. Occorre fare squadra”.