Era stata dimessa dopo un riuscito intervento al femore, che si era rotto in seguito ad una caduta. Ma si è ritrovata senza la dentiera, una protesi che – come asseriscono i parenti dell’anziana donna – era costata più di 3 mila euro.
Protagonista di questa surreale vicenda è stata R. D. L., una donna residente a Monreale. A giugno di quest’anno era stata portata al Pronto Soccorso dell’Ospedale Ingrassia di Palermo. Qui era rimasta per tre giorni nell’attesa che si liberasse un posto in reparto. Successivamente era stata trasferita alla clinica Latteri del capoluogo.
L’anziana signora, senza figli, è affetta da una forma di demenza senile, “motivo per cui – spiega la nipote, Paola Nicolosi – sarebbe stata necessaria una maggiore cura da parte del personale della clinica, anche perché, per le restrizioni dovute all’emergenza pandemica, non ci veniva consentito di assisterla”.
“Solo qualche giorno dopo l’intervento – continua la Nicolosi nel suo racconto – sono stata contattata dai medici per venire a riprendere mia zia. Avevano intenzione di dimetterla, dava segni di agitazione, e sarebbe stato meglio continuare la convalescenza a casa”. Appena giunta in clinica, alla nipote si presenta la sorpresa: la zia era senza dentiera.
“Ritengo che si sia trattato di un fatto gravissimo. Sarebbe stato preciso dovere della struttura sanitaria assicurarsi che, dopo l’intervento, la protesi venisse riposizionata correttamente alla zia”.
Dalla clinica però sollevano un dubbio.
“Da procedura – spiega il dott. Pitti, il chirurgo che l’ha operata -, prima di entrare in sala operatoria il personale infermieristico deve togliere una eventuale dentiera al paziente. Ma è tutto da verificare se la donna sia giunta dal Pronto Soccorso dell’Ingrassia con la dentiera, o se ne sia arrivata sprovvista”. La nipote non ha dubbi su questo punto: “Un infermiere mi ha confermato che, il giorno dopo l’intervento, la dentiera si trovava sul comodino, accanto al letto della zia”.
Ad ogni modo, secondo la direzione sanitaria della clinica, la struttura non può essere ritenuta responsabile dello smarrimento della protesi dentaria di un paziente.
“All’atto del ricovero – spiega il dott. Arturo Giganti – viene fatto sottoscrivere ai pazienti un disclaimer che solleva l’azienda dalla responsabilità di eventuali smarrimenti degli oggetti personali dei pazienti. E ciò vale, viene specificato, anche nel caso di protesi dentarie. È una prassi seguita in tutte le strutture sanitarie.
Il fatto avvenuto chiaramente ci dispiace. Dopo le richieste della nipote abbiamo fatto tutti i controlli necessari all’interno della struttura, ma escludiamo che possa esserci stato un interesse da parte di qualcuno ad appropriarsi della dentiera. (Ammesso che la donna sia giunta in clinica con la dentiera, ndr) si sarà smarrita per qualche fatto accidentale”.
“Come si può pretendere – replica la Nicolosi – che una donna, che tra pochi giorni compirà 80 anni e che presenta chiari segnali di demenza senile, possa custodire i suoi beni personali, a maggior ragione dopo un intervento chirurgico? E mi sembra anche difficile che le sia stato fatto sottoscrivere un documento con il quale la clinica declina qualsiasi responsabilità per lo smarrimento di oggetti personali. Non so quale valore potrebbe assumere in sede legale”.
“Mia zia sta riprendendo a deambulare, e dobbiamo ringraziare il chirurgo che l’ha operata perché l’intervento è perfettamente riuscito. Il risultato però è che mia zia ha subito un danno economico superiore ai 3.000 €, al quale si aggiungono tutte le difficoltà che sta avendo per alimentarsi e per recarsi dal dentista per fare realizzare una nuova protesi. Abbiamo chiesto alla clinica di coprire almeno il costo della dentiera, mentre ci saremmo sobbarcati noi l’onere delle spese mediche, ma hanno rifiutato”.