Cronaca

La Compagnia in Valigia: laboratori rivolti ai monrealesi oltre che spettacoli sul palco di piazza Guglielmo

Antonella Vaglica: "Portare il teatro a Monreale è stata una sperimentazione, Crediamo molto all’aspetto terapeutico del teatro, attraverso il quale il pubblico può scoprire sé stesso, approcciarsi alle sue paure e approfondire le sue emozioni. Abbiamo in programma per la prossima stagione altri laboratori".

By Giada Adelfio

July 27, 2022

Hanno già messo in scena a Monreale diverse rappresentazioni teatrali divertendo e coinvolgendo il pubblico, hanno coinvolto i ragazzi liceali portandoli a recitare sul palco, hanno organizzato un laboratorio teatrale rivolto ai giovani e hanno ancora tanti progetti da realizzare nella cittadina normanna. Sono gli artisti de “La compagnia in valigia”, una compagnia teatrale nata nel 2015 a Palermo da un’idea di Dario Scarpati che con altri due soci, Laura Cordaro e Salvatore Stivala che adesso però non ne fanno più parte, ha voluto fortemente creare una realtà teatrale che fosse però anche laboratorio, punto di incontro e scontro, luogo di emozioni e risate.

Oggi la compagnia è formata da artisti che, pur con diverse professionalità, gravitano attorno allo straordinario mondo del teatro: oltre Dario Scarpati anche Laura Gestivo, Francesca e Antonella Vaglica, Rosa Maria Cucco, Lucio Cucinotta, Simone Cangemi e Sergio Coffaro.

Abbiamo intervistato alcuni membri dell’associazione mentre erano impegnati nelle prove di “Quel solito sabato”, commedia brillante in scena in piazza Guglielmo mercoledì 27 luglio.

“Sono un archeologo romano – ci confida Dario Scarpati – e, avendo iniziato nel 2005 a lavorare sulle Madonie, mi sono innamorato perdutamente della vostra terra e ho fatto su e giù da Roma per diverso tempo finchè non ho deciso di trasferirmi definitivamente sulla vostra isola. Da allora tanta acqua è passata sotto i ponti, tante cose abbiamo fatto con i ragazzi della compagnia e adesso… sono in attesa della cittadinanza onoraria! (ride). Mi è sempre piaciuto coinvolgere la gente e difatti filo conduttore del nostro modo di fare teatro è avvicinare le persone e soprattutto i giovani a questo mondo che ha così tanto da scoprire. Nasce così l’idea del laboratorio teatrale che abbiamo realizzato a Monreale: mi interessa che la persona che si approccia al teatro, anzi al nostro modo di fare teatro, venga affascinata e coinvolta in questo mondo magico che non solo ha tanto da dare dal punto di vista artistico ma è occasione di crescita e stimolo per conoscere sé stessi. Per quanto mi riguarda, dico sempre di essere uno spettatore professionista che poi è la prima tappa necessaria per potere fare teatro ed è proprio questo che vorremmo insegnare ai nostri ragazzi durante i laboratori: imparare a vedere per poter poi riproporre ciò che si sente, le proprie emozioni e il proprio vissuto interiore”.

“Il laboratorio di Monreale, partito lo scorso marzo e durato quest’anno 4 mesi, non è il primo nel nostro percorso – continua Laura Gestivo, Presidente dell’Associazione –. Ne abbiamo già realizzato con successo altri tra cui quello organizzato al Malaspina di Palermo che ha coinvolto i ragazzi del carcere o quello che ha avviato interessanti lavori di teatralizzazione realizzati con un gruppo di ragazzi disabili fermato poi purtroppo dalla pandemia. A Monreale quest’anno abbiamo lavorato con liceali giovanissimi, ragazzi che hanno mostrato tutti un grande entusiasmo e che sono stati poi coinvolti nella rappresentazione di alcune commedie portate in scena proprio a piazza Guglielmo.

E, come diceva Dario, scopo della nostra compagnia non è soltanto portare in scena rappresentazioni teatrali ma soprattutto avvicinare al teatro i giovani, i ragazzi e le categorie più fragili”.

“Sono davvero delle soddisfazioni impagabili – continua Dario – e lavoriamo ogni giorno proprio per questo. Ma è solo l’inizio, ancora abbiamo tanto da fare e da realizzare. Il giorno più bello è sempre domani, questa è la nostra filosofia. E noi attraverso la commedia, lavoriamo quotidianamente su testi che hanno un impatto sociale e un significato ben preciso e vogliamo continuare a fare questo tipo di teatro estendendolo sempre più e coinvolgendo quante più gente possibile attraverso corsi, azioni, narrazioni e story telling fatte proprio CON le persone e mai solo PER le persone per arrivare ad un contatto complessivo con chi ci guarda. Vogliamo costruire un luogo di incontro, scontro, battaglia, narrazione, scherzo, risata ma anche pianto, ma mai da soli altrimenti non avrebbe senso. e questo è il filo conduttore di tutti i nostri spettacoli”.

 

La Compagnia in Valigia, vanta anche diverse tournee teatrali che vengono portate a beneficio del pubblico non solo nel palermitano ma anche al di là dei confini regionali, a Roma ad esempio nel piccolo teatro dove proprio Dario Scarpati ha mosso i primi passi o a Chieti dove è andata in scena una commedia che trattava proprio la una storia di una ragazza della zona.

“Portare il teatro a Monreale è stata una sperimentazione – puntualizza Antonella Vaglica -: abbiamo voluto testare la reazione dell’utenza monrealese a questo tipo di stimolo e devo dire che il risultato ottenuto è stato più che soddisfacente. Crediamo fermamente nel fatto che il popolo e il territorio monrealese abbiano bisogno dell’arte in tutte le sue forme, dal teatro alla musica. Durante questa prima esperienza laboratoriale ci siamo concentrati su un pubblico giovane, di ragazzi liceali come vi dicevamo pocanzi, ma abbiamo già in programma di aprirci anche ad altro tipo di utenza. Crediamo molto all’aspetto terapeutico del teatro, attraverso il quale il pubblico può scoprire sé stesso, approcciarsi alle sue paure e approfondire le sue emozioni. Dunque, al di là dell’aspetto artistico, contiamo sul fatto che il teatro possa aiutarci nel nostro percorso personale e nella presa di coscienza del nostro io”.

“Esibirsi nella piazza del nostro paese – continua Francesca – è stato emozionante e guardare la nostra magnifica cattedrale da un’altra prospettiva davvero magnifico. Sono contenta per i risultati ottenuti con i ragazzi che si sono messi alla prova e hanno dimostrato di voler sperimentale e salire quindi sul palco.

Pensiamo di proporre il laboratorio anche per il prossimo anno, abbiamo già tante richieste.

Ci tengo anche a precisare che l’amministrazione Arcidiacono ci sta aiutando tanto, devo ammettere che all’inizio non me l’aspettavo ma mi ha stupito venendoci incontro e aiutandoci ad organizzare le nostre attività e dimostrandosi aperta alle sperimentazioni”.

“È meraviglioso lavorare ai laboratori – continua Antonella -, si stabilisce un clima talmente bello che poi si annulla il confine tra chi insegna e chi impara. Le carte si mischiano senza soluzione di continuità in un’ottica di crescita reciproca: a volte impariamo più noi dai ragazzi che non viceversa.  E poi rivivere la socialità dopo il periodo che abbiamo vissuto, non ha veramente prezzo.

“Il teatro è centro di emozioni, di vita, di sentimenti personali – dichiara Laura – e il laboratorio non mira soltanto a insegnare. Recitare infatti aiuta a ‘vivere’ i personaggi facendo emergere emozioni e rievocare i ricordi del proprio passato facendoli rivivere in un personaggio che vive diverse vite. È tutto uno scambio di emozioni”.

“Speriamo davvero di continuare con questo bellissimo progetto – conclude Dario -. Vorrei tanto che i ragazzi ma anche le persone adulte si mettessero sempre più in gioco accettando di far parte di un gruppo laboratoriale per un’esperienza accrescitiva specialmente dal punto di vista umano. Provando e sperimentando ci si accorge di alcune cose che si hanno dentro e che non si sa di avere”.