MONREALE – “Il giornalismo è il mestiere più bello del mondo”. Lorenzo Salamone, 91 anni, con una lunga esperienza alle spalle, ci ha accolti con entusiasmo nella sua abitazione. “Le mie più grandi passioni? Sono stati e sono i giornali e la scrittura. Essere giornalista significa essere curioso, interessato a fatti e persone. Per diventare un ottimo giornalista non basta avere solo passione. Un giornalista deve leggere, documentarsi, cogliere le occasioni senza aspettare, insomma, deve stare sul pezzo e a andare a “caccia” di notizie”.
Il suo spiccato spirito d’osservazione lo portò tanti anni fa a collaborare col giornale “Lampo” per poi passare al Giornale di Sicilia. Per decenni ha rappresentato l’informazione a Monreale, occupandosi di cronaca, politica, sport, società. Corrispondente di Monreale Nostra di Mario Manno, ha anche condotto il tg di Tele Monreale di Martorana. Negli ultimi anni ha collaborato con Monreale News.
“Mi sono occupato di tantissimi articoli con lo scopo di far conoscere aspetti della nostra cittadina a tutti i monrealesi – racconta con l’entusiasmo di sempre -. Ad esempio, uno dei miei articoli trattò della scoperta del fiume rinvenuto al di sotto della pavimentazione posta dinanzi al Duomo, rimossa per consentire il restauro della Porta Del Paradiso. Vi furono trovati anche alcuni resti di animali che ci colsero di sorpresa, come elefanti nani, tigri con denti a sciabola. Invece, nell’entrata laterale sono stati trovati dei corpi umani disposti a croce, coperti da sacchi di juta”. “Un altro articolo – racconta il giornalista – lo scrissi quando le parti lignee del Duomo furono infestate dalle termiti nel 1960. Per consentirne il restauro, la Fabbriceria e Monsignor Pennisi decisero di utilizzare i proventi che arrivavano dai biglietti per le visite dei turisti sul tetto del Duomo”.
Ma qual è stato per Salamone l’articolo più importante? “L’articolo più significativo è stato certamente quello che descrisse il barbaro omicidio del capitano dell’arma dei carabinieri Emanuele Basile. Venne ucciso con la bambina in braccio”.
Durante l’intervista nel volto di Salamone si legge tanto entusiasmo. È visibile la sua contentezza nel raccontarci la sua vita da giornalista. “Potrei raccontarvi tanti altri articoli che ho scritto, così tanti da potervi annoiare – dice sorridendo -. Adesso la mia priorità è la mia famiglia, mia moglie. Ma devo confessare che a volte ho nostalgia del giornalista che è in me”.
Nell’arco dei suoi 91 anni, Salamone ha affiancato all’attività giornalistica tanti altri lavori. L’ultimo da imprenditore, con l’apertura di una torrefazione di caffè nella cittadina normanna. Ma nella sua lunga vita non sono mancati anche gli attimi di tristezza. È con le lacrime agli occhi che ci racconta il periodo della guerra. “Ricordo che compii nove anni quando Mussolini entrò in guerra. Che bel regalo di compleanno! È stato un periodo terribile, ho conosciuto la fame, il pane razionato, la pasta era un sogno, la carne non era di facile acquisto. Questa è stata la mia infanzia, un’infanzia rubata dalla guerra. Tuttavia la vita mi ha regalato tante gioie. Ho realizzato il mio sogno, essere un giornalista”.