“Con l’impegno quotidiano e la perseveranza abbiamo raggiunto grandi obiettivi, gli stessi che prima sembravano inarrivabili. E adesso siamo arrivati anche a stappare una bottiglia per la fine di un percorso scolastico concluso a pieni voti. Sono emozionata ed orgogliosa di mio figlio e del lavoro che noi genitori abbiamo fatto durante tutta una vita”.
A parlare è Daniela Segreto, mamma di tre ragazzi disabili di cui due autistici e uno audioleso e con una grave patologia cardiaca. Oggi Giuseppe Renda, chiamato da tutti affettuosamente “Peppe”, il suo figlio maggiore, ha ottenuto l’attestato per la fine del suo percorso di istruzione superiore all’Istituto Statale “Basile-D’Aleo”, che per i ragazzi normodotati corrisponde al Diploma di Scuola Secondaria Superiore. Daniela ci ha mostrato orgogliosa le foto scattate subito dopo l’esame di Stato superato da Peppe brillantemente.
“È stato un risultato sudato e raggiunto a suon di sacrifici e sono davvero fiera di mio figlio. Abbiamo superato tanti ostacoli, lottato ogni giorno contro tutto e tutti e siamo sempre andati avanti a testa alta. Il percorso che mio figlio ha attraversato non è stato per nulla facile e ha richiesto impegno costante e ininterrotto. Oggi se chiedete a Peppe come funziona il sistema solare vi risponderà sorprendendovi, se gli mostrate una qualsiasi bandiera del mondo lui saprà attribuirla al paese corrispondente e saprà anche dirvi quanti abitanti conta e quanto sono alti i rilievi montuosi. Vi potrebbe anche parlare del funzionamento delle navi o di come si accende una lampadina. E per un ragazzo con un autismo di secondo grado vi assicuro che è un risultato eccezionale. Certo, abbiamo affrontato nel tempo percorsi di logopedia e psicomotricità, abbiamo lottato per fagli avere un supporto, siamo andati ovunque affinché gli fossero riconosciuti i suoi diritti. Ma alla fine ce l’abbiamo fatta e adesso Peppe comunica, a modo suo certo, e interagisce con gli altri. E ne è consapevole. Lui stesso sa e dice che se non fosse stato per questo suo percorso scolastico e per i suoi compagni di classe, insegnanti e collaboratori di certo non sarebbe arrivato a questi risultati”.
È commossa Daniela ed emozionata anche perché sa che questo, oltre ad essere un traguardo, è anche la fine di un percorso.
“Peppe non continuerà gli studi né potrà andare a lavorare né tantomeno frequenterà dei centri per ragazzi disabili. Non è una forma di discriminazione la mia ma lui ha bisogno di normalità, di frequentare persone normodotate e di imparare da esse. Io certamente non sono eterna e voglio per questo che lui impari ad essere indipendente nelle piccole cose che compongono la quotidianità: già rigoverna la sua stanza e sa distinguere i suoi vestiti più eleganti da quelli quotidiani, adesso voglio che impari a cucinare, a fare la spesa, a gestire i soldi. Abbiamo obiettivi specifici e so che insieme li raggiungeremo”.
I genitori di ragazzi disabili, ci spiega Daniela, devono affrontare dei percorsi difficili da accettare e da gestire ma è necessario che non demordano mai, che mano nella mano insieme con i loro figli affrontino la realtà e superino le difficoltà.
“Il mio è un messaggio di speranza, di forza, di fiducia che rivolgo a tutti i genitori che come me si sono trovati a dover affrontare una disabilità nei loro ragazzi: è con i piccoli obiettivi quotidiani che si raggiungono i grandi traguardi e passo a passo si riesce nelle grandi cose. Bisogna essere orgogliosi di quello che abbiamo e di ciò che superiamo ogni giorno. Io e mio marito siamo davvero fieri di Peppe e del risultato che oggi ha conseguito e continueremo a supportarlo sempre gioendo delle piccole cose e guardando avanti a testa alta”.