Festa del SS Crocifisso

Cristo portato in spalla dalle donne: grande emozione durante il “viaggio” del 31 Maggio

“La presenza delle donne oltre ad essere espressione di uguaglianza all’interno della Chiesa, ha rievocato la presenza di Maria ai piedi della Croce di fronte al Cristo morente” – tiene a sottolineare Pietro Maranzano

By Simona Giangrande

June 01, 2022

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MONREALE – Come da tradizione si è svolto ieri, il “viaggio” collettivo di fine maggio a conclusione delle attività e degli eventi organizzati in onore del SS. Crocifisso.

La manifestazione religiosa, che ha fatto registrare la partecipazione di un gran numero di fedeli, ha avuto inizio alle ore 18:40 circa, cioè al termine della messa celebrata da Don Gaglio, per poi proseguire fino a conclusione alle ore 21:30.

Tra i presenti, oltre ai fedeli, rappresentanze religiose ed istituzionali e il maestro G. Antista alla guida del coro della Collegiata. A garantire la sicurezza pubblica: i Carabinieri di Monreale.

Assenti, invece, i vigili urbani per mancanza di personale. La viabilità è stata gestita da Pietro Maranzano, commissario straordinario della confraternita SS Crocifisso, presente unitamente ad altri membri.

IL CRISTO PORTATO IN SPALLA DALLE DONNE

Un’amore universale: uguaglianza e simbologia

Stavolta, ancor più di ogni altro anno, si è voluto sottolineare il ruolo della donna all’interno della Chiesa, figura che, anche se assente all’interno della confraternita, ogni giorno svolge funzioni religiose fondamentali e molto importanti, come quello della catechesi.

A differenza di quanto avviene durante la processione del 3 maggio, giorno in cui solo i Fratelli possono portare sulla spalla la “vara” del SS. Crocifisso attraversando diverse vie del paese, il 31 maggio, invece, viene offerta l’opportunità anche alle donne (su base volontaria) di effettuare lo stesso percorso portando in spalla il SS Crocifisso. Con una precisazione però, il simulacro fatto sfilare per il viaggio collettivo di chiusura del 31 maggio è differente e di dimensioni ridotte.

La presenza delle donne oltre ad essere espressione di uguaglianza all’interno della Chiesa,ha rievocato la presenza di Maria ai piedi della Croce di fronte al Cristo morente” – tiene a sottolineare Pietro Maranzano, evidenziando un importante significato simbolico che ha caratterizzato l’intenso momento di preghiera di ieri sera.

“Il simulacro era sollevato da circa 6/8 persone, fra uomini e donne, che si offrivano volontarie e che si alternavano ad ogni sosta” .

Preghiere e canti corali, dunque, si alternavano durante la processione guidata da Don Gaglio. Non meno importanti, invece, i silenzi che si alternavano durante il cammino svolto a riproduzione della marcia di inizio mese. Emozione, commozione, ceri accesi nella speranza di un mondo migliore, di una vita più normale e perché no, felice. Lacrime di fiducia, lacrime semplicemente di preghiera per chi chiedeva la grazia, la Grazia del Patruzzu Amurusu.

Avere fede, coltivare fede sono azioni che colorano la quotidianità e si manifestano in ogni dire o fare. Pregare non è “chiedere” nel senso letterale del termine, è anche rinnovarsi. Per un giorno migliore l’uomo dovrà imparare ad essere migliore. Nel sacrificio nasce l’amore, e dello stesso si nutre per vivere perpetuamente. Grazia Patruzzu Amurusu contro il male e la sofferenza che caratterizza l’umanità.

Entusiasmante anche il rientro in Collegiata quando la processione ha raggiunto il culmine riflettendo sul volto dei fedeli l’intenso momento di preghiera caratterizzato da una profonda riflessione interiore e morale.

Uomini, donne, bambini di tutte le età, grazie ad una processione più “leggera” in termini di stanchezza rispetto alla processione di giorno 3, hanno potuto esprimere pubblicamente e vivere interiormente la propria fede per il SS. Crocifisso e la Vergine Maria portando a conclusione, dunque, tutte le celebrazioni assai note che caratterizzano il mese di Maggio nella cittadina normanna.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row]